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Giornata Mondiale delle api: le anomalie climatiche stanno uccidendo un intero settore

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 20/05/2021

Non è solo questa annata ad essere andata decisamente male, ma anche quella dello scorso anno e del 2019. La fioritura primaverile anche quest’anno è stata completamente pregiudicata  mettendo in serio rischio i raccolti dei mieli più rinomati, quali l’acacia e l’arancio, vanto della produzione italiana. Qualcuno prova ad alimentare le api artificialmente, ma il settore è in ginocchio ”. Non lascia speranze, Raffaele Terruzzi il Presidente del settore Miele di Unione Italiana Food, che rappresenta anche i confezionatori italiani di miele.

Quella del miele è una produzione tra le più tipiche in Italia, che si avvale della grande varietà di fiori da cui le api solitamente si alimentano e che contraddistingue i nostri paesaggi, ma negli ultimi anni tale produzione ha sofferto moltissimo delle forti anomalie climatiche: il caldo fuori stagione alternato a gelate ha distrutto le fioriture primaverili impedendo alle api di nutrirsi e quindi di produrre il nettare degli dei, come si era soliti chiamare nell’antichità il miele.

“Abbiamo perso moltissimo fino ad ora” prosegue Terruzzi ”e non abbiamo nessuna sicurezza che ci sarà una inversione di tendenza”. Ed è un peccato perchè la domanda di miele è in crescita, i consumatori sono sempre di più e più informati e curiosi di sperimentare anche mieli particolari, sono attenti alla salute e al benessere.

La richiesta di prodotto è aumentata anche durante la pandemia perchè al miele si riconoscono proprietà salutari e benefiche. Purtroppo – prosegue Terruzzi – il nostro settore non è in grado di soddisfarla per difficoltà oggettive di approvvigionamento di questo prezioso alimento intervenute a livello globale.

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