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Guida al salmone norvegese d’allevamento: sfatiamo qualche fake news?

di Oriana Davini

Ultima Modifica: 25/08/2021

Sul salmone norvegese d’allevamento circolano moltissime credenze: è pericoloso, è tossico, è meglio non mangiarlo perché gli allevamenti di salmone in Norvegia usano antibiotici e altre sostanze indefinite.

Cosa c’è di vero e cosa no?

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L’abbiamo chiesto alla dottoressa Valentina Tepidino, medico veterinario specializzata nell’ispezione dei prodotti ittici e referente nazionale della Società Italiana di Medicina Veterinaria Preventiva (SIMeVeP) per il settore ittico.

Leggi anche: Come cucinare il salmone norvegese, cinque ricette per tutti

Il salmone norvegese

Iniziamo inquadrando il protagonista di questo articolo: il salmone norvegese d’allevamento.

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La Norvegia dispone di notevoli capacità finanziarie, molte delle quali vengono investite sull’allevamento dei salmoni, uno dei prodotti di punta dell’economia nazionale.

Infatti, nel 1991 il Ministero della Pesca norvegese ha istituito il Norwegian Seafood Council (NSC), ente che ha il compito di:

  • vigilare sulla commercializzazione dei prodotti ittici norvegesi nel mondo
  • predisporre una linea di condotta coerente per la protezione delle risorse del mare e la sicurezza dei suoi prodotti
  • costituire un ponte tra i consumatori nel mondo e l’industria del pesce norvegese

Gli allevamenti di salmone

Il programma di allevamento norvegese si basa su 40 stock di salmoni selvaggi provenienti dai fiumi norvegesi: questo significa che i salmoni allevati oggi sono molto vicini ai parenti selvatici perché sono solo alla 30esima generazione da quando sono stati catturati i primi pesci selvaggi.

Dove vive il salmone norvegese

Per aprire un allevamento di salmoni in Norvegia serve un’apposita licenza, rilasciata dal Direttorato della Pesca “dopo una serie di verifiche per controllare che l’impatto sull’ambiente sia il minimo possibile – spiega la dottoressa Tepidino -: l’attenzione alla sostenibilità ambientale in Norvegia è altissima e i controlli sono molto rigidi”.

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In autunno, si prelevano le uova alle femmine di salmone e il liquido seminale ai maschi: si mescolano in acqua per facilitare la fertilizzazione, quindi le uova vengono messe in vassoi di incubazione sott’acqua nel vivaio. Una volta schiuse, dopo circa 60 giorni, nascono gli avallotti, che passeranno un anno in acqua dolce prima di essere trasferiti negli allevamenti in mare.

Perché? Il motivo è che devono superare un cambiamento fisiologico chiamato smoltificazione, che li mette in grado di vivere in mare.

I salmoni adulti in allevamento vivono in grandi aree in mare aperto delimitate da reti , in modo che ci sia un flusso costante di acqua: le reti sono profonde 50 metri e hanno una circonferenza tra 60 e 160 metri. Secondo la legge norvegese, in un metro cubo d’acqua possono stare al massimo 25 chili di salmone.

Cosa significa? “Che il 97,5% del volume nella rete è…acqua, i salmoni rappresentano solo il 2,5%”, assicura Tepidino.

Qui trascorrono da uno a due anni di vita, con un’alimentazione regolata in base alle stagioni.

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L’unico salmone che si può mangiare crudo

Essendo un prodotto di punta dell’economia nazionale, la Norvegia sta molto attenta a eseguire controlli costanti sugli allevamenti di salmone: c’è un programma nazionale di ispezioni regolari e analisi di laboratorio per verificare lo stato di salute dei pesci e la qualità lungo tutto il loro ciclo di vita. E si controlla tutta la filiera: gli allevamenti, le strutture di macellazione e i mangimi destinati ai pesci.

“La Norvegia – assicura la dottoressa – è stata uno dei primi paesi a introdurre un sistema di rintracciabilità che permette di reperire informazioni su specifici pesci in relazione, per esempio, all’area di allevamento e al loro stato di salute”.

E la conseguenza è che “il salmone norvegese è l’unico che può essere consumato crudo senza bisogno che sia stato prima abbattuto“.

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Lo dice anche l’Unione Europea, con il Regolamento n. 1276/2011: le procedure standard di produzione e alimentazione applicate all’industria dell’acquacoltura norvegese garantiscono che le specie di salmonidi allevati in Norvegia non siano portatori di nematodi o parassiti potenzialmente pericolosi per i consumatori. E l’Autorità Norvegese per la Sicurezza Alimentare ha dichiarato sicuro mangiare il salmone d’allevamento crudo, per esempio nel sushi, senza un precedente abbattimento.

Salmone e fake news

Insomma possiamo fidarci del salmone norvegese? A quanto pare sì.

E per chi ancora non è convinto, ecco le principali fake news sull’argomento da sfatare una volta per tutte.

1. Il salmone contiene antibiotici: FALSO

Il salmone norvegese non contiene antibiotici o altre sostanze chimiche: il motivo? “I salmoni norvegesi vengono vaccinati, quindi non c’è alcun bisogno di antibiotici e c’è una regolamentazione molto severa a riguardo”, assicura la dottoressa. Inoltre, l’Ue vieta l’uso di ormoni della crescita, dei quali non c’è traccia nei salmoni norvegesi.

2. In allevamento i salmoni sono maltrattati: FALSO

Le gabbie norvegesi per legge devono contenere almeno il 97,5% di acqua e solo il 2,5% massimo di pesce. La Norvegia è stato il primo paese a dotarsi di una legge sul benessere dei pesci allevati: chi trasgredisce rischia fino a tre anni di carcere perché rispettare il benessere dei pesci è un obbligo per gli allevatori. “Un pesce sereno – sottolinea la dottoressa – non si ammala, quindi conviene a tutti assicurare che i salmoni vivano nella situazione migliore per loro”.

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3. Il salmone selvaggio è migliore di quello allevato: FALSO

Il salmone selvaggio è un alimento sicuro e sano: lo stesso vale per il salmone allevato perché grazie al mangime di cui si nutre, contiene meno contaminanti ambientali di quello selvaggio.

4. Il salmone allevato mangia cibo non naturale: FALSO

Proteine, lipidi, carboidrati, vitamine, minerali e antiossidanti: è la dieta del salmone norvegese d’allevamento. Si tratta di prodotti naturali ottenuti dall’agricoltura: il 70% di quel che mangiano i salmoni allevati sono prodotti a base vegetale, il 30% prodotti derivati dalla pesca come farina di pesce e olio di pesce (provenienti da pesca regolamentata).

Non fanno parte della dieta dei salmoni di allevamento norvegesi:

  • Antibiotici
  • Ogm
  • Farina da animale terrestre

Tutti i produttori di mangimi norvegesi sono controllati ed esaminati dal NFSA (Norwegian Food Safety Authority).

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L'Autore

giornalista

Giornalista specializzata in turismo e itinerari enogastronomici