Turismo enogastronomico, hub specifici per arricchire l'offerta - InformaCibo

Turismo enogastronomico, hub specifici per arricchire l’offerta

Dall'ultimo Rapporto sul Turismo Enogastronomico emerge che il 60% degli italiani vorrebbe trovare questi spazi dedicati non solo per avere informazioni, ma anche per prenotare e vivere esperienze in loco

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 19/07/2022

Gli italiani amano viaggiare alla scoperta dei sapori e delle tradizioni enogastronomiche del Bel Paese, ma a volte non riescono a godere a pieno di quanto un territorio può offrire a causa della difficoltà di reperire le informazioni. In questo contesto, luoghi come gli hub enogastronomici diventano una possibile soluzione per facilitare la scoperta della cultura enogastronomica e delle esperienze della meta visitata. Questo quanto emerge dal “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano”, curato da Roberta Garibaldi, che evidenzia come la possibilità di trovare questi luoghi nella meta visitata è gradita al 60% dei turisti italiani.

Già nel 2019 avevamo riscontrato che la scarsa conoscenza di ciò che il territorio offre era fra le principali ragioni della mancata partecipazione alle esperienze enogastronomiche

Roberta Garibaldi

Roberta Garibaldi

Oggi – aggiunge la curatrice del Rapporto – è sempre più necessario mettere il turista nelle condizioni di trovare facilmente le proposte, prenotarle e parteciparvi. Non solo prima della partenza, ma anche durante il viaggio. Gli hub enogastronomici sono spazi poli-funzionali che possono favorire la scoperta del territorio e, al contempo, mettere in rete i produttori garantendo loro visibilità e facilitando l’arrivo dei turisti”.

Gli Hub come luoghi anche per vivere esperienze

Il 67% degli italiani vorrebbe trovare informazioni di dettaglio sulle esperienze enogastronomiche da vivere e avere la possibilità di prenotarle direttamente. Il 75% gradirebbe trovare degli spazi dedicati all’acquisto dei prodotti agroalimentari e vitivinicoli locali. In questo modo dunque gli hub possono diventare strumenti di promozione e commercializzazione dell’offerta territoriale, avvicinare i turisti ai produttori e fungere da “intermediari”.

I viaggiatori del Bel Paese non lo concepiscono però come semplice luogo di passaggio, come se fosse un tradizionale centro di informazioni. Vorrebbero infatti che fosse la prima tappa – quasi “obbligatoria” – di un percorso di scoperta del territorio e del suo patrimonio enogastronomico. Ecco che il 61% vorrebbe avere la possibilità di svolgere tour che, dall’hub, li conducano alla visita delle aziende locali. E il 51% gradirebbe potervi noleggiare biciclette ed e-bike per poi recarsi dai produttori. Un esempio di come un hub possa “avviare” il turista alla scoperta del territorio è rappresentato dal “Tempio del Brunello”, innovativo museo che è espressione del più ampio progetto culturale “L’Oro di Montalcino” dell’omonimo e noto comune toscano. Qui, oltre a venire introdotti alla cultura enologica di questo importante territorio di produzione, è possibile noleggiare biciclette elettriche e tradizionali e avere indicazione dei percorsi che conducono alla scoperta delle terre del Brunello, accompagnati anche attraverso un’app dedicata – “Oro di Montalcino”.

Allo stesso modo, i turisti del Belpaese vorrebbero vivere in questi luoghi delle esperienze. Il 66% gradirebbe potervi svolgere degustazioni delle tipicità del territorio con guide professioniste e il 55% partecipare a laboratori e corsi di cucina per apprendere le ricette locali. Nel nostro Paese ci sono enoteche regionali che offrono questa possibilità: l’Enoteca Provinciale del Trentino, ad esempio, ospita al suo interno una cucina didattica ed organizza laboratori di degustazione per conoscere dal vivo produttori e tecniche di produzione dei vini del territorio.

Rilevante anche l’interesse verso l’utilizzo delle nuove tecnologie. Il 56% vorrebbe poter fruire di un percorso multimediale, con video e schermi touch-screen, alla scoperta del territorio e delle sue produzioni. Un’occasione per fare una pre-esperienza e decidere poi, in piena consapevolezza, cosa visitare. Un esempio importante è quello del World of Wine-WOW di Portohub culturale e turistico diffuso – costituito da 6 musei interattivi legati al mondo del vino e 9 ristoranti dislocati in tutta la città. “Planet Cork” (Pianeta del Sughero) è un’esperienza interamente digitale: i visitatori, all’intero di una stanza dov’è presente una replica di una pianta di sughero, possono apprendere attraverso vari device la varietà di usi di questo materiale, di cui il Portogallo è fra i principali produttori al mondo.

In Italia invece il già citato “Tempio del Brunello” utilizza installazioni digitali come visori di realtà virtuale e video immersivi, per raccontare la storia del vino, del territorio e delle persone. Ad esempio, nella sala “Quadro Divino”, il visitatore può creare la propria composizione artistica attraverso postazioni touch lasciando un segno tangibile delle emozioni e delle sensazioni ricevute. Tra gli altri esempi presenti nel nostro Paese, l’Istituto Marchigiano di Enogastronomia a Jesi – progetto multi-filiera che riunisce in un unico brand i prodotti di alta qualità della regione – offre al visitatore la possibilità di conoscere il patrimonio agroalimentare e vinicolo attraverso sale tematiche con monitor interattivi ed una sala sensoriale.

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L'Autore

Giornalista

Giornalista e digital strategist per ViaBagutta Comunicazione. Scrivo di food & beverage per testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage de La Repubblica. Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.