Il mercato bio corre in Italia: nel 2018 vale quasi 6 miliardi

I dati dell’Osservatorio Nomisma, presentati al Sana 2019 di Bologna: 3,6 miliardi realizzati nel nostro Paese e 2,3 miliardi in giro per il mondo. Un’industria che può vantare oltre 66 mila imprese produttrici, il 15,4% della superficie nazionale coltivata (circa 1,9 milioni di ettari), e più di 18 mila aziende di trasformazione e distribuzione.

di Vito de Ceglia

Ultima Modifica: 09/09/2019

Un’industria consolidata, e non più di nicchia. E’ la premessa con cui Nomisma inquadra la parabola positiva del mercato biologico in Italia che nel 2018 vale quasi 6 miliardi di euro, di cui 3,6 miliardi realizzati nel nostro Paese e 2,3 miliardi all’estero. Con un valore alla produzione cresciuto rispettivamente del +8% e +10% sul 2017, +178% e +597% sul 2008. Un mercato che oggi può contare su oltre 66 mila imprese produttrici, il 15,4% della superficie nazionale coltivata (circa 1,9 milioni di ettari), e più di 18 mila aziende di trasformazione e distribuzione, oltre 3 mila in più di quelle tedesche e francesi, 15 mila in più delle spagnole.

 

Sana 2019

 

Sono alcuni dei dati più significativi illustrati dall’Osservatorio di Nomisma venerdì 6 settembre in apertura della 31esima edizione del Salone internazionale del biologico e del naturale (Sana), organizzato da BolognaFiere, in collaborazione con Assobio e Federbio, con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e il supporto di Ita, Italian trade agency. L’appuntamento, che dura fino ad oggi, per la prima volta si è svolto in contemporanea con gli Stati generale del biologico: l’evento di due giorni (5-6 settembre), promosso dagli organizzatori del Sana, in sinergia con Agenzia Ice, che rappresenta l’”ideale prosecuzione” del confronto iniziato all’Expo 2015 di Milano.

 

Mercato mondiale

 

I numeri dell’ultimo rapporto “The World of Organic Agriculture” rilevano che a livello globale il biologico rappresenta un mercato complessivo da 90 miliardi di euro con in vetta gli Stati Uniti (40 miliardi di euro), seguiti da Germania (10 miliardi), Francia (7,9 miliardi) e Cina (7,6 miliardi). Poi, arriva l’Italia al 5° posto (5,9 miliardi) che occupa però il 1° posto in Europa nelle esportazioni di prodotti bio (con oltre 2 miliardi di euro) e il 2° posto nel mondo a livello di superfici coltivate (1,9 milioni di ettari), dietro solo alla Spagna con 2,1 milioni.

 

Mercato interno

 

Cresce il biologico in Italia. E lo fa soprattutto nella Grande distribuzione organizzata (Gdo). E’ proprio negli iper e supermercati, secondo i dati di Nomisma, che si registra il 46% delle vendite, 1,3 miliardi di euro nel 2018 (+5,3%), in crescita anche nel 1° semestre 2019 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+4,6%). Il giro d’affari supera 1,6 miliardi di euro se si includono i canali discount e di libero servizio. Con una quota del 23% delle vendite, le catene specializzate viaggiano invece in terreno negativo: 865 milioni di euro di fatturato nel 2018, in flessione sia nel 2017 (-3%) che nei primi sei mesi dell’anno (-4%). Solo nel 2009 i negozi specializzati in biologico distribuivano il 45% dei prodotti venduti, mentre la Gdo era al 29%. Nel complesso, il mercato bio italiano, “off trade” (Gdo e retail) e “on trade” (Horeca), vale 3,6 miliardi di euro, +8% sul 2017. Nomisma sottolinea che l’Italia è oggi al 5° posto al mondo e al 3° in Europa per entità del mercato interno, ma la spesa pro capite è ancora contenuta: parliamo di 52 euro/anno, più o meno come il Belgio, più dei 42 della Spagna o dei 35 della Gran Bretagna, ma pochi se confrontati con i 288 euro della Svizzera, i 278 della Danimarca o i 237 della Svezia.

 

Mercato estero

 

Le vendite dei prodotti biologici italiani registrano i maggiori incrementi oltreconfine: i numeri di Nomisma riportano che nel 2018 il giro di affari ha raggiunto 2,3 miliardi di euro (5,5% sull’export agroalimentare nazionale totale), registrando una variazione positiva del +10% rispetto al 2017. Le imprese del bio, infatti, con un peso del fatturato export pari al 23% (a fronte del 21% registrato dalle imprese agroalimentari italiane nel complesso), continuano a mostrare una marcata propensione alle esportazioni. Per quanto riguarda i mercati presidiati, il principale sbocco è rappresentato dall’Europa (81% sul totale del fatturato estero realizzato nel 2018). In particolare, è la Francia il primo mercato di destinazione (27%), seguita dalla Germania (16%). Altri mercati europei rilevanti sono: Scandinavia (7%), Spagna (6%), Paesi est europei (6%) e Belgio (6%). Tra gli extra-europei emergono invece Stati Uniti (6%), Giappone (6%) e Cina (2%).

Leggi anche:

#pianetaSANA, i vincitori Instagram Challenge

 

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista Osservaitalia