L'amore degli italiani per frutta e verdura e il rapporto con lo spreco alimentare - InformaCibo

L’amore degli italiani per frutta e verdura e il rapporto con lo spreco alimentare

La ricerca Babaco Market - BVA-Doxa fornisce un quadro sulle preferenze degli italiani e sulle attitudini verso lo spreco di cibo

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 26/09/2022

Gli italiani amano consumare frutta e verdura fresca ogni giorno e sono consapevoli dell’importanza della lotta allo spreco alimentare, ma molti non percepiscono la reale entità del problema e non hanno grande fiducia nel raggiungimento degli obiettivi ONU per il 2030. È quanto emerso dalla ricerca commissionata da Babaco Market a BVA-Doxa per avere un quadro sulle preferenze degli italiani e sulle attitudini verso lo spreco di cibo.

Un’indagine voluta dal servizio di delivery anti-spreco “made in Italy” per sensibilizzare su un tema sempre più importante per il futuro di tutti, in occasione della Giornata internazionale della Consapevolezza sugli Sprechi e le Perdite Alimentari (29 settembre).

Spreco alimentare: italiani consapevoli ma non del tutto

Il momento è delicato e il tema dello spreco alimentare è più caldo che mai. Secondo le stime della FAO, a livello mondiale, viene perso o sprecato circa il 30% del cibo all’anno, causando ben il 10% delle emissioni di gas serra. E gli italiani di fronte a questo scenario? Dall’indagine BVA-Doxa risulta che il 96% ha una chiara percezione della situazione, ma solo il 43% ne conosce davvero l’entità. A testimoniare l’esistenza di un divario tra conoscenza del fenomeno e comprensione della reale gravità c’è il fatto che un quarto degli italiani non è informato sull’impatto dello spreco alimentare sul cambiamento climatico.

L’obiettivo dell’ONU di dimezzare gli sprechi entro il 2030 sia a livello di vendita al dettaglio (negozi, supermercati) sia a livello consumatori (spreco alimentare domestico) è stato giudicato importante per quasi tutta la popolazione (97%) con l’88% dei rispondenti che lo reputano fondamentale. Ma i buoni propositi si scontrano con la dura realtà: solo 4 persone su 10 considerano certamente realizzabile l’obiettivo dell’ONU e 1 su 5 crede che non sarà raggiunto.

Solo 4 italiani su 10 considerano raggiungibile l’obiettivo ONU di dimezzamento degli sprechi alimentari entro il 2030

In uno scenario simile l’informazione si rivela determinante per accrescere la consapevolezza e incoraggiare i consumatori italiani a contrastare lo spreco alimentare nella propria vita quotidiana. Nonostante ci sia la volontà di non buttare quasi nulla, quasi un quarto degli italiani intervistati ha ammesso di sprecare cibo in casa per la scarsa attenzione: ben il 57% ha riscontrato almeno un episodio di spreco alimentare domestico nell’ultimo mese. Tra le maggiori cause del fenomeno, la scarsa attenzione a consumare gli alimenti prima che scadano o si deteriorino (54%), una conservazione poco adeguata dei prodotti nei punti vendita (33%), il fatto che si comprino troppi alimenti (21%) o in formati troppo grandi (19%) e, infine, perché si tende a cucinare cibo in eccesso (9%).

La verdura (47%) e la frutta (41%) sono purtroppo gli alimenti che finiscono più spesso nel cestino. A seguire, ma più distanziati, il pane fresco (29%), i latticini (24%) e cipolle, aglio e tuberi (22%).

Per quanto riguarda invece le principali azioni anti-spreco attuabili, nella ricerca commissionata da Babaco Market rientrano il porzionamento e il congelamento del cibo (46%), il dare priorità ai cibi prossimi alla scadenza (38%), l’acquisto di prodotti durevoli/a lunga conservazione (37%) o di formati più piccoli (30%), l’adozione di un menù settimanale (25%) e l’acquisto su siti specializzati vs anti-spreco (8%).

E infatti il 50% si dichiara attratto dalla possibilità di acquistare online frutta e verdura esteticamente imperfetta, e in grado di supportare il Made in Italy, per contribuire alla lotta allo spreco. Questo perché un servizio in abbonamento, come quello proposto da Babaco Market, permette di ricevere direttamente a casa delle box di frutta e verdura fuori dall’ordinario che per piccoli difetti estetici non rientrano negli standard dei tradizionali canali di distribuzione e per questo rischiano di essere sprecati. I prodotti includono poi eccellenze del territorio italiano tra cui presidi slow food.

Le preferenze degli italiani: abitudini, criteri e luoghi d’acquisto

Ma quali sono le preferenze degli italiani quando si parla di frutta e verdura? L’indagine BVA-Doxa offre un quadro di insieme anche sulle attitudini degli italiani nei confronti dei prodotti ortofrutticoli, che sono la colonna portante della dieta mediterranea, mettendo in evidenza preferenze e abitudini di consumo.

Il 60% degli italiani afferma di amare la frutta e la verdura fresca e il 66% dichiara di consumare frutta fresca tutti i giorni. Quando si parla di frutta, la regina della tavola è la fragola che conquista i consumatori di tutte le età e ottiene quasi la metà delle preferenze (40%). Banana e pesca sono i frutti preferiti da Millennials e Gen Z (44% e 38%). Tra le verdure trionfa invece il pomodoro con il 47% delle preferenze. Ad amarlo soprattutto la fascia di consumatori tra i 55 e i 64 anni, che lo preferiscono al 55%. Le patate si guadagnano invece una nota di merito per la fascia tra i 24 e i 35 anni. Non sono molto apprezzate però dalla Gen Z: ‘solo’ il 35% la indica come “verdura” preferita a fronte del 57% dei Millennials intervistati.

La top 5 della frutta preferita dagli italiani: 1. Fragola (40%); 2. Banana (39%); 3. Pesca (34%); 4. Ciliegia (32%), melone (32%) e anguria (32%) a pari merito; 5. Mela (29%).

La classifica di gradimento delle verdure: 1. Pomodoro (47%); 2. Patata (46%); 3. Zucchine (42%); 4. Insalata (35%); 5. Legumi (26%).

Dai dati sui criteri d’acquisto emergono differenze, ma anche somiglianze inaspettate tra le diverse generazioni di consumatori italiani. La provenienza locale/italiana di frutta e verdura è un elemento chiave per molti e al primo posto per il 46% degli intervistati tra i 55 e i 64 anni. Per i più giovani (tra i 18 e i 34 anni) risultano prioritari invece il buon gusto e l’origine controllata dei prodotti. Trasversale invece l’attenzione al prezzo (in media per il 22%) e la poca rilevanza dell’estetica ‘perfetta’ di frutta e verdura: solamente per il 4% (dato che sale a 7% per i Millenials e Gen Z) risulta essere un fattore discriminante.

Se si analizzano più da vicino le abitudini nei confronti del consumo di prodotti ortofrutticoli, si può notare che la freschezza mette d’accordo tutti, anche se ad apprezzarla di più è la fascia tra i 55 e i 64 anni. L’italianità è un fattore di minor importanza – anche se non di poco conto – per i Millennials e Gen Z (rispettivamente, per il 37% e il 42%), ma non per i consumatori più maturi: di questi, il 63% cerca di mangiare frutta e verdura Made in Italy. Alte le percentuali anche in merito alla stagionalità: tutti i consumatori tengono in considerazione questo aspetto nell’acquisto di frutta e verdura, ma la generazione più matura si dimostra la più attenta (64%). Non riscuotono gradimento invece i prodotti ortofrutticoli surgelati: le percentuali si attestano sotto il 10%, ulteriore dimostrazione della netta preferenza degli italiani verso prodotti freschi e di stagione.

Babaco market

Per quello che concerne i luoghi d’acquisto emerge un’apertura verso canali meno tradizionali e più sostenibili: il 30% degli intervistati usa siti/app specializzate nella vendita di prodotti ortofrutticoli almeno una volta al mese, mentre il 25% si affida a gruppi di acquisto solidali. Ed è soprattutto la Gen Z a dimostrarsi più ricettiva nei confronti di questa modalità d’acquisto, tanto che il 14% afferma di acquistare online almeno una volta alla settimana.

La scelta degli italiani ricade soprattutto sulla frutta fresca: ben il 66% la consuma quotidianamente e la quasi totalità (il 93%) settimanalmente. Seguono la verdura a foglia con il 31%, che risulta la preferita degli intervistati tra i 35 e i 44 anni, e le liliaceae (30%).

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.