La Marca del Distributore pesa il 30% dell’industria alimentare

Il settore alimentare ha un peso rilevante per l’economia italiana: 130 miliardi di euro di fatturato nel 2017, e in questo scenario, la Marca del distributore cresce sempre di più.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 11/01/2019

Il settore alimentare ha un peso rilevante per l’economia italiana: 130 miliardi di euro di fatturato nel 2017, 41 miliardi nell’export, 56.750 imprese coinvolte e 448.695 persone occupate. E’ quanto emerge dal position paper di The European House Ambrosetti sul tema presentato durante la conferenza stampa di Adm l’associazione della Distribuzione Moderna, che aggrega Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad. E in questo scenario, la Marca del distributore cresce sempre di più.

A pochi giorni dall’apertura della 15esima edizione di Marca 2019, il Salone internazionale sulla private label organizzato a Bologna Fiere, emerge il ruolo strategico della Marca del Distributore oggi nel panorama dell’economia italiana. La crescita del comparto pesa il 30%  dell’aumento totale dell’industria alimentare e la sua incidenza è più che raddoppiata negli ultimi 14 anni e tra il 2016 e il 2017 il fatturato della Marca del Distributore è cresciuto del 2,8 % rispetto al 2,5% dell’industria alimentare.

Tra le nuove sfide per il futuro (e anche il tema protagonista dell’edizione numero 15 di Marca) c’è la sicurezza alimentare. La metà delle insegne ha già più che triplicato gli investimenti in sicurezza e qualità e quasi il 70% li ha più che raddoppiati, con una spesa annua che per alcune imprese può arrivare fino a 5 milioni di euro.

Investimenti destinati a crescere nei prossimi 5 anni, soprattutto in nuove tecnologie che renderanno più efficienti e semplici i processi legati alla sicurezza: dal QR Code alla blockchain, dal ratin dei prodotti venduti online al cloud per l’integrazione dei database e dei parametri per valutare i fornitori.

Lo ha confermato Valerio De Molli, Managing Partner e CEO di The European House – Ambrosetti: “Dalla survey emerge che la Distribuzione Moderna sta impiegando risorse crescenti nella gestione della qualità e della sicurezza alimentare aumentando il personale e gli investimenti tecnologici negli Uffici Controllo Qualità. La sicurezza alimentare è un tema che viene seguito ormai direttamente dai vertici di quasi tutte le insegne distributive: nel 78% dei casi la funzione sicurezza e qualità dipende direttamente dall’Amministratore Delegato”.

“Apriamo il 2019 con un messaggio positivo per i consumatori, nostri clienti – aggiunge Giorgio Santambrogio, Presidente di Associazione Distribuzione Moderna (ADM) – Il luogo più sicuro dove comprare prodotti alimentari è rappresentato dai punti di vendita della Distribuzione Moderna: qui possono infatti acquistare con fiducia ogni tipo di prodotto, ma soprattutto le Marche del distributore, garantite da un sistema di controlli capillare ed approfondito, come dimostrato dal position paper di The European House – Ambrosetti. I prodotti a Marca del Distributore sono la nostra bandiera e abbiamo lavorato molto per assicurare qualità e sicurezza, e continueremo a investire in futuro”.

Prodotti che vengono controllati dalle circa 1.500 industrie fornitrici (“copacker”), dagli Uffici Controllo Qualità della Grande Distribuzione e dagli Enti pubblici preposti. Sempre più apprezzati dai consumatori italiani, trovano spazio anche all’estero attraverso i circuiti internazionali ai quali aderiscono le imprese distributive nazionali, divenendo così ambasciatori dell’italianità. Da anni sono state realizzate le ‘filiere controllate’ caratterizzate da rigorosi sistemi di produzione, trasporto e vendita.

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