La via del bosco, nuova uscita Iperborea: l’etichetta dei fungaioli

di Alice Bignardi

Ultima Modifica: 03/09/2019

Non faremo la fine di Marcovaldo, perché ora la micologia non è più un mistero. La via del bosco, Una storia di lutto, funghi e rinascita è un nuovo libro di Iperborea scritto da Litt Woon Long, antropologa e micologa malesiana trasferitasi in Norvegia per amore di Eiolf e da quest’ultimo lasciata sola per la sua morte improvvisa.

I funghi, in questo libro, riguardano la rinascita di Long, che se ne appassiona e ritrova la serenità a passeggio per i boschi della Norvegia, in cerca di questi piccoli esseri molto particolari. Piante che nascono e crescono senza radici né semi, che affascinano, curano, riciclano, sfamano e ammazzano. Ce ne sono alcuni, come il reishi, fungo cinese divenuto trendy negli ultimi tempi, che si credeva dessero l’immortalità; altri, come i comunissimi chiodini, che oggi vengono considerati in parte velenosi; altri ancora che devono tuttora essere scoperti.

Dal libro si può imparare molto, e noi amiamo scoprire cose interessanti sui funghi. Così, abbiamo deciso di estrapolare dal libro l’etichetta dei fungaioli. Regole non scritte di una comunità che si applica a una disciplina venerando la conoscenza e null’altro, i veri signori dei boschi.

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Non chiedetemi dove l’ho trovato e altre buone maniere su come raccogliere i funghi

  1. Il fungaiolo non ha religione né politica e non appartiene a un ceto sociale; ma riconosce una specifica gerarchia all’interno della comunità dei fungaioli. In cima ci sono quelli che hanno dato il nome a un fungo, poi vengono i laureati, dopo gli esperti che hanno sostenuto un esame e così via.
  2. Non si sa cosa faccia il fungaiolo nella vita, quando non va a funghi. Si sa solo cosa sa di funghi. Ovviamente, non dirà nulla sul dove trovarli. Le migliori fungaie sono luoghi segreti e chiedere dove si è trovato un certo fungo a un cercatore è maleducato quanto chiedere l’età a una signora.
  3. Però, se ci sono altri micofili nei paraggi e trova un fungo atipico per la zona, per buona educazione lo passa agli altri perché lo possano studiare a loro volta e discuterne insieme.
  4. Non è che il fungaiolo sia un egoista, ma se trova un gruppetto mettiamo di bei funghi porcini ancora troppo piccoli per essere colti, li copre con delle foglie e spera che nessuno, nel frattempo, si accorga del suo piccolo tesoro. Oltre a coprirli, il fungaiolo potrebbe innaffiarli per accelerarne la crescita!
  5. Se un fungaiolo decide generosamente di svelarti la posizione di una fungaia, è vietatissimo tornarci da soli. Sarebbe come entrare in casa di un amico senza il suo permesso solo perché vi ha invitati una sera a cena.
  6. Ci sono funghi a cui possono venire lividi, funghi che crescono e cambiano, nel corso della loro esistenza, come cambia un bimbo che diventa anziano. Quando si studia un fungo, bisogna imparare che aspetto ha nelle varie fasi della sua vita.

Regno animale, regno vegetale e regno dei funghi. Si tratta proprio di esseri a se stanti e, per questo motivo, le persone che li studiano vi si dedicano con una particolare attenzione. Senza quella, poi, non riusciresti mai a scovarne uno.

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L'Autore

Scopro l'Italia un ingrediente alla volta. Seguo gli chef in cucina e mi faccio raccontare tutti i loro segreti!