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Le merendine italiane trainano il segmento “rich-in”

Con semi, farine integrali e nutrienti virtuose, il settore dolciario italiano punta su qualità nutrizionale e trasparenza in etichetta

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 18/05/2021

Boom per il segmento “rich-in” nelle merendine italiane. Si tratta di quelle che riportano diciture che evidenziano il prodotto come “più ricco” di ingredienti virtuosi o nutrienti: farine integrali, frutta, cereali, fibre e semi.  Secondo i dati di Unione Italiana Food, raccolti dalle principali aziende produttrici di merendine di marca, oggi più di 2 merendine su 10 (23%), presenti sul mercato, sono “rich–in” e questo rapporto percentuale negli ultimi 10 anni è più che raddoppiato (+107%).

Un trend in grado di trainare l’intero settore dei prodotti alimentari “rich–in” in Italia.  I dati dell’Osservatorio Immagino 2020 evidenziano, in Italia, nel 2019, una crescita del +4,3% delle vendite a valore dei prodotti alimentari riportanti la dicitura “integrale” e del +6,3% per i prodotti che risaltano in etichetta il contenuto di fibre. Con i risultati migliori messi a segno proprio dalle merendine italiane.

Le merendine guidano questa tendenza anche grazie alla forte innovazione. Il comparto dolciario investe in media, ogni anno, circa 20 milioni di euro, pari al 2% del proprio fatturato. E ogni anno arrivano sul mercato dalle 8 alle 10 nuove merendine.

Frutta, farine integrali e semi

Le merendine “rich-in” contengono ingredienti come farine integrali, cereali, semi o frutta secca, che contribuiscono al benessere dell’organismo delle persone, come conferma la Valeria del Balzo, biologa nutrizionista: “È importante inserire nel proprio piano alimentare, quindi, anche a merenda attraverso le merendine ‘rich-in’, ingredienti come farine integrali, cereali, semi e frutta poiché permettono l’apporto di sostanze che svolgono funzioni rilevanti nell’organismo umano”.

Etichette trasparenti

La ricerca del prodotto salutare si riflette anche sull’etichetta, che oltre agli ingredienti, riporta anche i valori per porzione e la %RI (Reference Intake) per alimento riferita all’energia. Una dimostrazione di attenzione alla trasparenza per il consumatore che molti produttori di merendine italiane avevano concretizzando anticipando, volontariamente, le disposizioni che sono diventate obbligatorie dal 2016 per l’etichettatura nutrizionale.

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Miglioramento nutrizionale costante

Per i prossimi anni l’impegno dell’industria dolciaria italiana è di proseguire sulla strada dei risultati ottenuti sul fronte del miglioramento nutrizionale delle merendine e della sostenibilità. Negli ultimi 10 anni infatti il settore dolciario italiano si è dato molto da fare, riducendo nelle merendine il quantitativo degli zuccheri (-30%), dei grassi saturi (-20%) e le calorie totali (-21%). Una risposta, quella delle aziende dolciarie, ad un consumatore sempre più attento nel pretendere prodotti più equilibrati senza rinunciare a gusto e piacevolezza.

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L'Autore

giornalista