L’oro varesino: il miele d’acacia

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 03/04/2018

Ha un colore chiaro, quasi trasparente, un sapore leggero, aromatico: è il miele varesino d’acacia Dop, che ha ottenuto il riconoscimento della Denominazione d’origine protetta nel 2014. Prezioso, locale, racconta una  una tradizione lunga quasi 150 anni..

Il territorio d’origine

In Provincia di Varese l’apicoltura ha sempre avuto un ruolo importante nell’economia rurale del territorio. Tra la fine dell’ottocento e i primi del novecento un evento importante diede una grossa spinta all’apicoltura varesina caratterizzandola: la costruzione della rete ferroviaria italiana realizzata dall’unità d’Italia in poi. La Robinia pseudoacacia, era utile consolidare i pendii delle scarpate e delle trincee, grazie alle sue ramificate radici superficiali assicurava un ottimo consolidamento dei terreni.

La Robinia pseudoacacia, con cui si produce il miele varesino Dop
La Robinia pseudoacacia, con cui si produce il miele varesino Dop

La specie arborea, originaria del Nord America, si diffuse in Italia verso la fine del XVIII secolo come pianta da giardino e dimostratasi subito vigorosa e di facile adattamento a diversissime condizioni pedoclimatiche passò ad usi forestali. La specie trovò nella Provincia di Varese un habitat ideale per clima, frequenza delle piogge, tipo di terreno e  temperature. Così, la diffusione che ebbe al di fuori della rete ferroviaria fu enorme, e tutti quei terreni abbandonati dall’agricoltura in conseguenza alla forte industrializzazione di quegli anni insieme ai boschi incolti/trascurati, furono colonizzati dalla pianta. Proprio i suoi fiori costituiscono l’alimento delle api per produrre il prezioso nettare. Nell’insieme i robinieti ricoprono una superficie di circa 163 km2, corrispondente al 30% della superficie forestale provinciale.

La Dop

Per “miele varesino d’acacia Dop” si intende il miele monofloreale di Robinia pseudoacacica, prodotto da alveari localizzati, nel periodo di bottinatura del nettare, all’interno del territorio della Provincia di Varese che deve essere estratto da favi e preparato per la commercializzazione all’interno dello stesso territorio. Una filiera cortissima, tutta locale.

marchio miele varesino DOP

Il  miele varesino monofloreale di acacia, da due anni è stato riconosciuto dall’Unione Europea come un’eccellenza alimentare da tutelare. Dietro al prodotto, c’è un consorzio (il Consorzio Qualità Miele Varesino) che non solo lo preserva e lo disciplina, ma lo promuove sia in Italia che all’estero.

Le caratteristiche

Il contenuto di acqua nell’ambito del peso complessivo del prodotto non deve essere superiore al 17,5%, in modo che la bassa umidità eviti l’alterazione. Precise le caratteristiche organolettiche per colore (trasparente, da quasi incolore a giallo paglierino), odore (generico di miele, leggero e delicato, privo di odori marcati), sapore (molto dolce), aroma (delicato, confettato, vanigliato) e stato fisico (tipicamente liquido, cristallizzazione rara e comunque molto ritardata).

Nel disciplinare è previsto l’utilizzo di  arnie razionali, a sviluppo verticale. Vengono impiegati melari vuoti e puliti al momento del raccolto produttivo delle api.  Anche il fumo impiegato durante l’ispezione degli alveari, deve essere generato con materiali vegetali di natura cellulosica, che non devono trasferire al miele odori estranei o residui di combustione.

Il miele può essere conservato, confezionato ed etichettato entro 24 mesi dalla data di estrazione; i locali nei quali viene conservato devono avere precise caratteristiche, come essere asciutti, areati o a umidità controllata se necessario.

La tracciabilità è importante: ogni fase del processo produttivo viene monitorata attraverso l’iscrizione in appositi elenchi gestiti da una struttura di controllo.

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