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Maccheroncini di Campofilone: l’IGP di nicchia da scoprire e gustare

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 01/03/2021

Sottilissimi, delicati: una coccola per il palato. I Maccheroncini di Campofilone IGP sono una specialità marchigiana diventata raffinatezza gastronomica tutelata da disciplinare di produzione.

Si tratta di una pasta secca ottenuta dalla lavorazione della farina di grano tenero o della semola di grano duro con le uova. Queste devono provenire da allevamenti a terra con galline alimentate senza OGM.

Un po’ di storia…

La produzione artigianale dei Maccheroncini di Campofilone IGP nasce dall’ingegno delle donne campofilonesi. Le uova non sempre c’erano e la pasta essiccata permetteva di conservarla più a lungo, anche quando queste mancavano.  Già nel 1400 i Maccheroncini erano noti come un piatto prelibato, mentre nel 1900 raggiunsero forma e fama attuali. 

Il legame col territorio

La zona di produzione dei Maccheroncini di Campofilone IGP si estende nel territorio del comune di Campofilone in provincia di Fermo, nella regione Marche. Nella prima Guida Gastronomica del Touring Club Italiano del 1931, i Maccheroncini di Campofilone vengono indicati come prodotto tipico del borgo medioevale, documentando il legame forte tra il prodotto e il suo luogo di origine.

 

Un prodotto di nicchia che viaggia lontano

Un vero e proprio prodotto di nicchia.  La zona di produzione dell’Igp è il solo comune di Campofilone, che non arriva a 2000 abitanti (per l’esattezza sono 1900), mentre i pastifici si contano sulle dita di una mano. Eppure questa prelibatezza del Made in Italy è riuscita a conquistare i mercati esteri e i maccheroncini prodotti dall’azienda “La Campofilone” (che lavora su una filiera chiusa e materie prime autoprodotte con rispetto dell’ambiente)  sono finiti addirittura sulla tavola imbandita della regina Elisabetta a Buckingham Palace.

Oltre alla Gran Bretagna, un altro Paese che apprezza la delicatezza marchigiana è la Russia. Mentre al di fuori del Vecchio Continente la Campofilone sta riscuotendo un crescente successo sui mercati statunitense, canadese, arabo ed asiatico.

La pasta sottilissima delle “vergare” marchigiane

A questa pasta è collegata la storica figura delle “vergare” (le sfogline marchigiane) che trasformarono in arte la capacità di tirare la sfoglia sottilissima con il matterello e tagliarla a mano fina fina, ottenendo fili di pasta a capello d’angelo. Oggi le vergare sono quasi scomparse e a produrre questo formato speciale ci pensano le aziende specializzate tutte nel borgo di Campofilone.

Le nonne esperte dicevano che la pasta era pronta quando era così sottile e trasparente che si potevano vedere attraverso le venature del marmo su cui la tiravano. Nelle Marche infatti, a differenza di altre regioni d’Italia, l’impasto per fare i maccheroncini o le fettuccine di Campofilone veniva tirato su un ripiano di marmo e non di legno.

La superficie del marmo, più fredda e liscia, si riscaldava e riscaldava meno l’impasto, permettendo di lavorarlo più a lungo fino a renderlo sottilissimo.

In cucina

 

L’alta percentuale di uova e la lenta essiccazione (le proporzioni sono dettate dal disciplinare)  fanno si che la pasta abbia un’alta resa e una grande capacità di assorbire i sughi. I maccheroncini di Campofilone IGP cuociono in pochissimo tempo e possono essere messi direttamente nel condimento. La tradizionale ricetta li accompagna con ragù di carne e pecorino, sono perfetti anche col pesce.

 

3 ricette da provare

Con la carne, con il pesce o “a nudo”: i maccheroncini di Campofilone sono versatili, con una delicatezza che si presta a molte preparazioni.

  • CON LA CARNE L’accompagnamento più tradizionale dei maccheroncini campofilonesi è con il ragù di carne. Ma non il ragù come lo conosciamo noi, con la carne tritata, ma quello che veniva preparato una volta dalle massaie marchigiane, con i resti della carne. La carne, cotta con il pomodoro, si “sfilacciava” (un po’ come nella Genovese) e così si condivano i maccheroncini.
  • CON IL PESCE Un altro accompagnamento ben riuscito è col pesce: saltati in padella con aglio, olio e vongole o misto di mare appena scottati.
  • A NUDO” Infine, questa pasta, altamente proteica per l’alto contenuto di uova, si gusta perfettamente anche “a nudo”, sbollentata un minuto e condita con solo un buon olio extravergine d’oliva e abbondante parmigiano grattugiato.

E voi che versione preferite?

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L'Autore

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