Mipaaft: firmato il decreto per marchio "Prodotto di Montagna" - InformaCibo

Mipaaft: firmato il decreto per marchio “Prodotto di Montagna”

Il Parmigiano Reggiano è il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 11/08/2018

La notizia è di alcuni mesi fa (qui su InformaCibo, aprile 2018) ma oggi è stato firmato il decreto: si puo’ utilizzare il marchio “Prodotto di Montagna”.

Il logo, realizzato dal Mipaaf, e’ verde con una montagna stilizzata e potra’ essere inserito sui prodotti previsti dal regime di qualita’. L’indicazione facoltativa di qualita’ “prodotto di montagna” e’ utilizzata per le materie prime che provengono essenzialmente da zone montane e nel caso degli alimenti trasformati, quando trasformazione, stagionatura e maturazione hanno luogo in montagna.

Il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio ha firmato il Decreto per l’uso del marchio che aiutera’ i consumatori a riconoscere piu’ facilmente le produzioni che presentano materie prime che provengono da zone montane o che vengono trasformate in montagna.

Il valore dell’agricoltura montana in Italia e’ di 9,1 mld

Secondo i dati della Fondazione Montagne Italia, il valore dell’agricoltura montana in Italia è di 9,1 miliardi di euro di cui 6,7 miliardi negli Appennini e 2,4 miliardi nelle Alpi. Gli occupati nel settore, tra il 2011 e il 2016 nelle province alpine sono aumentati del 10%. “Dati che confermano quanto il comparto, con le sue filiere sia importante – commenta Marco Bussone, Presidente nazionale UncemCon le Associazioni di categoria, grazie al lavoro che il Ministro Centinaio e tutto il Mipaaft stanno facendo, vogliamo valorizzare e far crescere le imprese e alimentare una nuova consapevolezza culturale nel consumatore. Grazie al marchio, i cittadini potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale. Non a caso nei giorni scorsi come Uncem abbiamo lanciato il programma ‘Compra in valle, la Montagna vivrà’ per invitare a scegliere botteghe e imprese agricole e artigianali delle Alpi e degli Appennini”.

Agricoltura in montagna – prosegue Bussone – vuol dire prevenzione del dissesto idrogeologico e crescita dei flussi turistici, tutela del paesaggio e lotta alla desertificazione nonché all’avanzata del bosco che limita la superficie agricola. Mi auguro che molte imprese utilizzino il marchio Prodotto di Montagna. Uncem dà la massima disponibilità al Ministro Centinaio e al Mipaaft per promuovere azioni di diffusione e promozione del marchio, anche in vista della nuova Pac 2012-2017 che dovrà tenere conto delle tipicità e delle eccellenze dei territori montani, da promuovere e proteggere“.

Parmigiano Reggiano: “Prodotto di Montagna – Progetto Qualità Consorzio

Il Consorzio del Parmigiano Reggiano ha lanciato il “Prodotto di Montagna – Progetto Qualità Consorzio” da molto tempo ed ha illustrato le caratteristiche del prodotto montano in numerose Fiere di settore. Questo è stato il titolo del convegno che si è svolto in occasione della fiera Cibus 2016 a Parma: “Il Progetto Qualità di certificazione e selezione del Parmigiano Reggiano Prodotto di Montagna: opportunità per il territorio, i caseifici e gli operatori del trade

Il Parmigiano Reggiano è il più importante prodotto Dop ottenuto in montagna, con oltre 110 caseifici ubicati in montagna e oltre 1.200 allevatori che, ogni giorno, contribuiscono a fortificare l’economia e a preservare l’unicità del territorio montano di Parma, Reggio Emilia, Modena e Bologna.

Il Parmigiano Reggiano certificato “Prodotto di Montagna – progetto Qualità Consorzio” si caratterizza per un colore paglierino intenso dovuto ai fieni, ai prati e alle essenze presenti in montagna, da odori e aromi di frutta fresca, spezie e brodo di carne, da un equilibrio perfetto tra i cinque sapori (acido, salato, dolce, amaro e umami) e da una buona granulosità e solubilità

Il Consorzio ha definito un progetto specifico che prevede una valutazione di qualità aggiuntiva da effettuarsi al ventiquattresimo mese di stagionatura.

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