I formaggini di Montevecchia, la “Giza” della Brianza

Formaggi ed erbe locali, vini prodotti in loco, panorami incredibili, leggende e piramidi misteriose. La straordinaria unicità del parco del Curone

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 22/02/2019

È la prima collina che svetta lasciata Milano ed entrati in Brianza. Terra ricchissima di natura, storia e anche misteri, tra cui le famose piramidi. Il paesino di Montevecchia è arroccato lassù, si vede bene grazie al santuario bianco che illumina la cima, circondato da campi, giardini terrazzati (alcuni con un’origine davvero curiosa che scoprite qui in fondo) e vigneti. Uno scrigno di agriturismi, ristoranti, terrazzini scorci, e una miriade di prodotti tipici hyperlocal.

parco di montevecchia e valle del curone

Montevecchia è un piccolo borgo in provincia di Lecco nel cuore del parco del Curone.

 Tra i vigneti, stradine a S, cantine vinicole, ci sono ancora oggi diversi produttori locali dei famosi formaggini di Montevecchia. Il villaggio vale una gita domenicale anche solo per fare incetta dai casari del luogo di formaggi caprini iperlocali, che qui sono diventati famosi, e le erbe aromatiche, che hanno ottenuto il marchio PAT. Ma merita un soggiorno più lungo, per assorbire la magica atmosfera locale e conoscere davvero il parco e le sue storie.

Dal produttore al consumatore, passando per una filiera cortissima. Quest’area del lecchese è ricca di produttori agricoli di latte, impiegato per produrre formaggi di vario tipo, con latte vaccino, ovino, misto.

Montevecchia è famosa soprattutto per loro, i formaggi, ma anche per i sentieri e il turismo religioso “attivo”, tra itinerari e sentieri che incrociano cappellette votive tra i boschi o in paese, fino a salire su, lungo la via crucis che accompagna al grande santuario mariano in cima alla collina.Sembra un borgo addormentato in settimana, ma basta perdersi un po’ tra stradine e cortili per scoprire tante quotidianità, e tanti pellegrini che, muniti di scarponi e bastoni da trekking, percorrono la zona.

C’è tanta bellezza in questo minuscolo villaggio: dai panorami dai ristorantini del borgo, all’atmosfera rurale, fino a interessanti esempi di barocchetto. Da non perdere una visita a Villa Agnesi Albertoni di Montevecchia, tra le dimore storiche più affascinanti della Brianza lecchese, che rientra tra le residenze d’epoca in stile rococò, meglio conosciuto in Lombardia come barocchetto appunto. Questa residenza affascinante era la residenza estiva di Maria Gaetana Agnesi, grande matematica del ‘700, che all’epoca utilizzava la dimora per la villeggiatura durante la bella stagione. La villa si trova in cima alla collina verde di Montevecchia e domina dall’alto la valle del Curone.

I formaggi di Montevecchia

Montevecchia è famosa per la produzione soprattutto di due tipi di formaggi: il formaggino di Montevecchia (“de facirola”) detto anche Robiolina fresca e formaggino fresco di Montevecchia «a fila» tipo caprino.

Il primo, la robiolina fresca, è un delizioso e cremoso formaggino di latte vaccino pastorizzato, bianco e freschissimo. Viene prodotto nell’arco di 24 ore in speciali  formine riempite di cagliata senza additivi, conservanti e coloranti.

Anche il nome è iperlocale. “Facirola” è infatti il nome del contenitore in legno, simile ad una coppetta/bicchiere, un tempo utilizzato nella fase di produzione del formaggio. Oggigiorno per dare la stessa forma al formaggino, vengono impiegato degli stampi in materiale plastico. Ma la tradizione non si dimentica.

Il secondo è il caprino fresco, ottenuto da pasta fresca appositamente salata, impastata senza additivi e coloranti.

Con scarpe comode e bastoncini da trekking, una passeggiata a Montevecchia è un tuffo tra natura ed enogastronomia. Si trovano naturalmente diversi altri tipi di formaggi locali: dalla ricotta alla caciotta, alla formaggella stagionata.

Alla scoperta di erbe aromatiche

Perdersi tra i sentieri che portano (o partono)da Montevecchia significa anche immergersi in un ambiente di boschi, vigneti ed erbe profumate. Tipicità e produttori da scoprire a passeggio, dove fermarsi a chiacchierare e assaggiare, e partire con qualche assaggio e acquisto nello zaino da portare a casa. C’è il miele locale prodotto nella frazione di Ostizza, alla base della collina, vicino alla chiesetta colorata di San Giuseppe, risalente a fine 1600.

La chiesetta di San Giuseppe a Ostizza
La chiesetta di San Giuseppe a Ostizza

Questa piccola frazione l’ho scoperta per caso, girovagando in auto e seguendo le frecce e i cartelli che mi incuriosivano di più.  E’ stato il cartello in legno con una scritta in vernice bianca “Tenuta Valcurone” che mi ha fatto deviare dalla strada maestra e arrivare nel minuscolo borgo.

A Ostizza, verso il bosco, c’è anche l’antico lavatoio, in una zona in passato ricca di sorgenti. Si raggiunge dopo un breve percorso a piedi e fu usato dagli abitanti del luogo fino agli anni 50 del secolo scorso.

In tutta la collina di Montevecchia crescono le erbe aromatiche locali. Il rosmarino di Montevecchia e la salvia di Montevecchia, sono riconosciuti Pat , Prodotti agroalimentari tradizionali della Regione Lombardia e sono tra le officinali utilizzate per aromatizzare alcuni tipi di formaggi come le formaggelle fresche e i formaggini stagionati sott’olio.

I vini

La zona è ricca di agriturismi, ristorantini, produttori locali di formaggio e anche di vino, come dimostrano i vigneti che disegnano il territorio. Il Consorzio per la promozione e la tutela dei vini IGT Terre Lariane raggruppa ben 5 aziende vitivinicole di Montevecchia e dintorni che si aggiungono quelle dell’alto Lario.

Dove mangiare, dove dormire

 

Dove mangiare i formaggini di Montevecchia? La zona è famosa per i suoi rivenditori di prodotti locali che nascono in loco e per gli agriturismi. E’ il posto perfetto per una vacanza rurale nel verde o per una scampagnata domenicale, dove il cibo buono è protagonista e dove fare incetta di prodotti locali.

Tra i locali interessanti dove pranzare a Montevecchia c’è il ristorante e bed & breakfast Maggioni ad esempio. Più avanti potete comprare e mangiare i formaggini al caseificio Maggioni inoltre, poco distante, è la tappa perfetta per acquistare i famosi caprini e formaggi di Montevecchia fatti lì.

Al Galeazzino, nella piazzetta in alto del paese, si gustano formaggini, salumi e vini locali. E’ aperto nel fine settimana, il sabato e la domenica.

Ai piedi del santuario, nella piazzetta del paese, affacciato su uno splendido panorama della Valcurone, c’è i Giardini di Eva. Spazi all’aperto, tavoli in legno chiaro, cucina semplice e genuina e la possiblità di  acquistare, ogni sabato e domenica frutta e verdura a Km 0.

Se vi piace cenare all’aperto, un ristorante con vista a Montevecchia da non perdere è La Piazzetta, in largo Maria Gaetana Agnesi. Ci arrivate a piedi lasciando l’auto fuori dalla piazza per godervi i dintorni e potete cenare anche all’aperto sul terrazzino, con una delle viste più belle sulla valle.

Agriturismi Montevecchia

Ci sono interessanti e caratteristici agriturismi a Montevecchia dove regalarsi una sosta più lunga per assaporare le mille particolità del luogo. La Tenuta Valcurone ad esempio è azienda agricola, produce vino, ed è anche agriturismo. Un altro posto speciale nel verde per gustare le tipicità locali del Parco del Curone. La famiglia Ghezzi, noti imprenditori vitivinicoli brianzoli e promotori delle risorse enogastronomiche locali è proprietaria della struttura e ha come desiderio di voler recuperare, far conoscere e rivivere questo luogo legato alla sua gente, ai suoi prodotti, al suo territorio.

Le Terrazze di Montevecchia invece sono un’azienda vitivinicola che produce vini in  9 ettari di vigneti in produzione, ad altitudine che varia dai 400 ai 500 mt, reimpiantati negli anni dal 1994 al 2000 con vitigni internazionali che si esprimono in modo distintivo in questo particolare contesto.  Qui nascono vini, alcuni dei quali hanno preso nomi in dialetto locale brianzolo. Come il Munciar, in dialetto brianzolo, la collina che domina Montevecchia.

Nel parco di Montevecchia si può anche soggiornare all’Oasi di Galbusera Bianca, uno spazio ecologico con prodotti locali e biologici. C’è l’osteria Bio che offre cucina vegetariana, vegana e tradizionale di carne. Un luogo per gustare sapori perduti e prodotti in loco dall’azienda agricola biologica biodinamica, con ingredienti a Km0 provenienti da aziende agricole locali. Ambiente rustico ristrutturato con bioarchitettura, inserito in un’Oasi WWF per la biodiversità nel centro del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone,

Le leggende di Montevecchia e dintorni

Le tre colline del parco del Curone, nella Brianza lecchese, sono al centro di leggende e misteri che coinvolgono sempre più appassionati. Tra le teorie che circolano sulla loro creazione non naturale, le piramidi sarebbero tre formazioni collinari naturali che in epoca imprecisata son state modellate dall’uomo per creare tre piramidi con caratteristiche che rimandano a quelle egizie, anche per quanto riguarda l’allineamento astronomico. Le ha scoperte l’architetto Vincenzo De Gregorio nel 2001. La rivista WM della Repubblica Ceca ha pubblicato un reportage su queste ricerche nel maggio 2003.

Ma non è l’unica leggenda che interessa la Val Curone. C’è quella del lago di Sartirana, poco distante, che si dice sia nato su un villaggio poco ospitale con un vecchio pellegrino a caccia di un rifugio per la notte.

 

Come arrivare a Montevecchia

  • Per arrivare a Montevecchia da Milano in auto bisogna prendere la Tangenziale Est verso Venezia, passate la barriera in direzione Lecco e proseguire fino al primo semaforo di Merate. Svoltare a sinistra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km. Si arriva in circa un’oretta, anche meno, di viaggio, a seconda del traffico
  • Per arrivare a Montevecchia da Bergamo, seguire la Statale Bergamo – Como fino a Brivio, poi svoltare a sinistra verso Milano, dopo 5 km, al primo  semaforo di Merate girare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.
  • Per arrivare da Como: Statale Como – Bergamo fino a Calco, girare a destra verso Milano, dopo 3 km. al primo semaforo di Merate svoltare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.
  • Come arrivare da Lecco: Statale Lecco – Milano fino a Merate, al primo semaforo di Merate girare a destra verso Pagnano, poi la prima a destra per Cà Soldato per 4 km.

Come arrivare a Montevecchia in treno:

  • Prendere la linea Milano – Lecco – Sondrio dalla stazione Centrale o Garibaldi di Milano, 40 minuti di viaggio scendere alla stazione di Cernusco Lombardone e seguire a piedi o in bici il percorso n. 2.

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