Pasqua: uova e colombe vendite in calo -40%. #IOnonrinuncioalletradizioni

Il direttore di Unione Italiana Food, Mario Piccialuti: "Il mercato fatica a decollare. Alla Gdo chiediamo di tenere a lungo i prodotti di Pasqua negli scaffali dei punti vendita”

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 02/04/2020

Quest’anno la Pasqua cade il 12 aprile in piena emergenza Coronavirus tanto che ieri sera iI presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato l’estensione della quarantena per gli italiani fino al 13 aprile 2020, giorno di Pasquetta.

E’ naturale quindi che questa situazione ricade pesantemente anche su tutti i consumi legati alla ricorrenza a cominciare dai dolci tipici di questo periodo: colombe e uova in particolare.

Lancia l’allarme l’Unione Italiana Food: si rischia di perdere tra il 30 e il 40% di fatturato

L’Unione Italiana Food, l’associazione che rappresenta le principali aziende dolciarie italiane, lancia l’allarme  evidenziando un mercato che stenta a decollare e un consumatore che appare preoccupato e disorientato.

In particolare le uova di cioccolato e le colombe pasquali potrebbero pagare il conto dell’emergenza da coronavirus. Le aziende di dolci italiane rischiano di perdere infatti  tra il 30 e il 40% di fatturato denunciando un forte rallentamento degli ordini. Un danno enorme visto che sono decine le Pmi che incentrano la propria produzione esclusivamente su questi prodotti che valgono 435 milioni di euro. Secondo i dati di Uif  in media la produzione di uova di cioccolato e ovetti in Italia è di 31.207 tonnellate per un fatturato di 275 milioni di euro; mentre quello delle colombe pasquali tocca quasi le 23 mila tonnellate per 160 milioni di euro.

Sono dati che allarmano anche la CNA Agroalimentare che, in una nota, sottolinea il grave danno di “fatturato dei dolci legati alla Pasqua”.

Il direttore di Unione Italiana Food, Mario Piccialuti: “Chiediamo alla Gdo di tenere a lungo i prodotti di Pasqua negli scaffali”

Il mercato fatica a decollare – afferma il direttore generale di Unione Italiana Food, Mario Piccialuti – e per chi non ha una diversificazione di prodotto e fa solo lievitati da ricorrenza, la Pasqua arriva a coprire anche la metà del fatturato annuale. In particolare, per le aziende che lavorano solo attraverso il canale tradizionale come bar e pasticcerie la loro situazione inizia ad avere risvolti davvero critici”. Da qui la richiesta di Piccialuti alla Gdo di affiancare le aziende e di accettare di tenere un po’ più a lungo questi prodotti negli scaffali i punti vendita.

La campagna del Mipaaf a mangiare tricolore nel solco della tradizione a Pasqua. La Ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova:   #iononrinuncioalletradizioni

Intanto nei giorno scorsi sulla pagina Fb la ministra Teresa Bellanova ha chiesto ai cittadini di fare la spesa seguendo le regole di sicurezza, comprare italiano, non rinunciare alle tradizioni.

Tra poche settimane sarà Pasqua”, ricorda Bellanova che lancia un messaggio forte: “Io non rinuncio alla Tradizione. Anche a tavola”
Con queste parole la Ministra, lancia hashtag #iononrinuncioalletradizioni, e si rivolge alla grande distribuzione per un appello: “In queste ore”, dice, “sta svolgendo un compito importante per la sicurezza alimentare e per questo dico: acquistate ancora più prodotti italiani, assicurate anche la presenza nei vostri negozi dei prodotti della tradizione pasquale”.
Oggi più che mai”, conclude la Ministra Bellanova, “facciamo sentire l’orgoglio di essere uniti, anche quando facciamo la spesa. Noi siamo L’Italia. L’Italia fa bene. E non rinuncia alle tradizioni”.

Il premier Conte: “Pasqua tutti a casa”

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