Peperone di Carmagnola: ecco perché è così speciale - InformaCibo

Peperone di Carmagnola: ecco perché è così speciale

Il famoso prodotto piemontese ha una lunga storia: scopri i tipi, le caratteristiche, le ricette

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/08/2021

Rosso o giallo, lungo o tondeggiante, sempre irresistibile: il peperone di Carmagnola è un peperone tipico del Piemonte che ha ottenuto l’Igp.

Il peperone di Carmagnola è rappresentato da un consorzio che comprende 26 comuni della provincia di Torino e 10 della provincia di Cuneo. Questo peperone a indicazione geografica protetta racchiude nella sua denominazione ben cinque tipi riconosciuti dai produttori: quadrato, quadrato lungo, lungo o corno di bue, trottola, tumaticot.

Le ricette con Peperone di Carmagnola spaziano dalle tradizionali piemontesi alle più innovative. Ingrediente immancabile per la bagna cauda, gustoso per contorno di arrosti e bolliti, oppure come protagonista per fare i peperoni ripieni.

Se siete vegan, questo gustoso peperone è ottimo per preparare una crema con cui condire la pasta: basta saltarlo in padella, aggiungere un po’ d’acqua e quando è morbido aggiustare di sale e frullare. La crema potrà essere arricchita con olio crudo e acqua di cottura ed essere impiegata per condire paccheri o fusilli.

Tipi di peperone di Carmagnola

Il peperone di Carmagnola sotto una denominazione raccoglie cinque tipi di cui quattro autoctoni. Questi sono:

  • Quadrato (peperone carnoso quasi “cubico! con quattro punte),
  • corno di bue (il lungo, che è anche Presidio Slow Food),
  • trottola (con una forma che somiglia a un cuore),
  • tumaticot (tondeggiante)
  • il quadrato allungato (o  bragheis, con maturazione precoce)

Le prime quattro varietà di peperone di Carmagnola sono autoctone, mentre l’ultima è un ibrido che ha una resa superiore in quanto più tollerante alle virosi.

Il peperone quadrato di Carmagnola

Il peperone quadrato di Carmagnola è considerato il peperone autoctono per eccellenza. In dialetto piemontese è conosciuto dal passato come “bragheis”. I suoi frutti, che possono arrivare a pesare anche 800 grammi, si distinguono per la forma quasi cubica. Ha una polpa spessa  e un sapore particolarmente dolce e croccante. È perfetto arrostito, perché la sua pelle si toglie facilmente, per peperonate, ma anche crudo in pinzimonio.

Perfetto anche per la ricetta che vi indichiamo in fondo all’articolo.

Raccolta e stagionalità

I peperoni di Carmagnola sono speciali per la loro qualità e per il metodo di raccolta e coltivazione, molto legato al territorio da dove nascono.

La coltivazione avviene su terreni pianeggianti, limosi e sabbiosi, e non vengono impiegati concimi chimici. Per combattere contro i parassiti  vengono “arruolati” speciali insetti predatori che li contrastano.

A seconda delle condizioni climatiche e delle varietà, il raccolto può iniziare a fine giugno e proseguire fino ad autunno inoltrato. I peperoni di Carmagnola Igp infatti ancora oggi vengono raccolti a mano dalla fine di luglio.

Legame col territorio

Il Peperone di Carmagnola viene coltivato in una delle zone più fertili del Piemonte, con superfici da pianeggianti a leggermente ondulate con suoli profondi, ben drenati e facilmente lavorabili.

Il clima continentale, caratterizzato in genere da estati molto calde con piogge contenute risulta particolarmente ideale alla coltivazione del peperone.

Ma il forte legame con la cultura locale viene manifestata da attività che vanno oltre la pura e semplice pratica agronomica.

Fin dalla sua introduzione risalente a oltre un secolo fa, la coltura intensiva del peperone nell’area di Carmagnola e dintorni, ha subito trovato terreno ideale. Le ottime rese, dovute alle condizioni ottimali dell’area, hanno suscitato sempre più interesse da parte degli agricoltori locali.

Una buona resa garantiva buon reddito anche a livello economico, e così gran parte della popolazione attiva divenne dedita all’attività agricola.

Per questo il peperone di Carmagnola col tempo è diventato molto importante per l’economia locale.

Per preservare tale patrimonio, e garantire al consumatore un peperone con le garanzie di qualità e sicurezza fissate anche nel disciplinare, è attivo anche un sistema per la tracciabilità delle fasi di produzione e il relativo controllo.

Come si legge nel disciplinare: “Al riguardo i produttori di peperoni e le particelle catastali su cui avviene la coltivazione, verranno iscritti in appositi elenchi gestiti dall’organismo di controllo di cui al successivo art.7. Lo stesso organismo, opererà i controlli definiti in un apposito piano.”

A questo speciale peperone sono dedicate anche manifestazioni, fiere e aneddoti legati al prodotti. L’evento più importante che lo vede protagonista è la Fiera del Peperone di Carmagnola.

Ricette con peperone di Carmagnola

Per gustare il peperone di Carmagnola potete prepararlo crudo in pinzimonio o farlo appassire nel forno. È ideale per i peperoni arrostiti, perché la sua pelle si asporta facilmente. Provatelo anche sott’aceto, sott’olio, in agrodolce o, come da antica tradizione piemontese, “sotto raspa” (dal piemontese povron d’la rapa), un antipasto a base di peperoni crudi conservati in barili in una miscela di salamoia e coperti da vinacce.

Paccheri con crema ai peperoni

Un modo super facile e gustoso per assaporare tutto il sapore del peperone di Carmagnola è questa ricetta di un primo veloce e saporito: la pasta con crema di peperoni. Una ricetta a base vegetale che può diventare totalmente vegan con pochissimi accorgimenti che vi segnaliamo durante la ricetta

Ingredienti

  • 320 grammi di paccheri o il vostro formato di pasta preferito
  • 4 peperoni gialli polposi
  • 1 spicchio di aglio
  • qb Olio extravergine d’oliva
  • qb Sale e pepe
  • 4 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • 2 cucchiai di ricotta
  • qb Prezzemolo o basilico fresco
  • qb Capperi per guarnire

Istruzioni

  1. Tagliare a tocchetti i peperoni dopo averli ben lavati e asciugati.
  2. In una padella far soffriggere l’aglio con l’olio e poi aggiungere i peperoni
  3. Far cuocere a fuoco vivo per circa venti minuti coperti. Se si asciugano troppo, aggiungere poca acqua pian piano.
  4. Frullare con un mixer a immersione i peperoni finché non diventano una crema
  5. Nel frattempo cuocere la pasta, quando è ancora al dente versarla nella pentola dei peperoni per terminare la cottura, aggiungendo un mestolo di acqua di cottura se la crema è troppo densa.
  6. Aggiungere a fuoco spento il grana, la ricotta, un filo di olio crudo.
  7. Sistemare di sale e pepe e portare in tavola guarnendo con le erbe aromatiche e qualche cappero.

Note

VERSIONE VEGAN Se vi interessa la versione vegana, al posto della ricotta usate dello yogurt di soia bianco senza zucchero dopo averlo fatto scolare un paio d’ore in un colino in frigo. Al posto del grana, è ottimo il lievito alimentare in scaglie.

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L'Autore

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