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Autunno: è tempo di raccolta delle castagne

di Redazione Informacibo

Ultima Modifica: 17/03/2020

 Tutti i suggerimenti su come raccogliere, selezionare e come conservare le castagne appena raccolte.

La raccolta delle castagne: è una bellissima opportunità di trascorrere giornate in famiglia tra camminate, pic-nic e cromoterapia allo stato puro. Infatti, una passeggiata tra i boschi tinti d’autunno, riesce sempre a far scaricare energie negative.

Raccogliere le castagne è quel che si può definire 2 piccioni con una fava. Fortuna permettendo, dà infatti l’opportunità di incombere nel ritrovamento di qualche goloso fungo porcino da aggiungere magari a una classica torta salata. D’altronde, i due vegetali sono in perfetta simbiosi da sempre. Dove c’è castagno c’è porcino.

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Il periodo della raccolta delle castagne ha un’atmosfera un po‘ simile a quella della vendemmia. É una giornata di festa, in cui tutti i pensieri si allontanano man mano che la distanza dalla città aumenta.
Un odore accomuna indistintamente città del nord e del sud Italia: è il fumo delle caldarroste. Avvisa tutti che è arrivato il tempo di raccogliere le castagne.

Raccolta delle castagne, le istruzioni per l’uso

Lungo tutto lo stivale le varietà di castagne sono davvero tantissime, piccole, grandi, grosse o giganti si dividono in due macro-categorie: marroni e castagne. Differiscono per grandezza e per alcune caratteristiche che vedrete meglio in questo articolo. La raccolta inizia l’ultima decade di settembre e si inoltra fino all’ultima di ottobre. I frutti si raccolgono recuperando i ricci caduti sul terreno. Sì, esattamente. L’albero lascia cadere i frutti una volta raggiunta la giusta maturazione.

Qualcuno usa percuotere i rami per far cadere i ricci precocemente dall’albero.
Pessima abitudine e soprattutto da evitare. Si rischia di danneggiare i rami e l’albero subirebbe uno stress che potrebbe interromperne la fruttificazione, con conseguenti frutti dalla dimensione ridotta. In più, le castagne ricavate da questa maldestra operazione, risultano essere prevalentemente acerbe e quindi dure e prive di gusto. 

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La raccolta delle castagne va fatta ogni 3 giorni. Infatti, il grado di maturazione dei frutti, risulta disomogeneo sull’albero. Maturano prima sempre i frutti più esposti al sole.
Dalle primizie raccolte alla metà di settembre, passano circa 40 giorni in cui ai piedi degli alberi c’è un costante tappeto di ricci pronto a essere raccolto e lavorato.

Raccogliete le castagne dei ricci già aperti e aiutatevi con il tallone a schiacciare quelli rimasti chiusi. Con la pressione del tallone  le castagne vengono fuori. È bene sapere che raccogliere tutti i ricci e i suoi frutti danneggiati è un grande aiuto che possiamo dare all’ambiente.
Poichè sono precursori di focolai per malattie e insetti nocivi all’ecosistema, sbarazzatevi sempre dei frutti rovinati bruciandoli in posti isolati e soprattutto lontano dai boschi.

Conservazione castagne, come fare?

Le castagne integre non vengono mai a galla

Dopo la selezione visiva che ha portato a una più grossolana cernita, mettete le castagne in una bacinella e copritele con dell’acqua. Entro pochi minuti, inizierà una selezione spontanea delle castagne: alcune andranno sul fondo del catino e altre verranno a galla grazie all’aria in esse contenute.

Le castagne che hanno incorporato aria sono sinonimo di un frutto rovinato nella buccia e nella polpa a causa di parassiti o varie patologie delle piante. Eliminare e bruciare tutte le castagne venute a galla è l’unico modo di escludere la possibilità di infestazioni e dare così una mano all’ambiente.

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Le castagne si conservano naturalmente 15 giorni dopo la raccolta. Dopodiché la polpa perde vigore risultando anche più dura e poco piacevole alla masticazione. Per allungare i tempi di conservazione delle castagne, esiste una tecnica che si chiama curatura in acqua fredda.

La pratica consiste nell’immergere le castagne in acqua fredda (preferibilmente priva di calcio e ferro) e lasciarle a riposare e asciugare per 7 giorni. Le castagne vanno disposte in un posto ombreggiato sommerse da sabbia o segatura, in uno strato che non deve superare i 20 centimetri.

Queste operazioni permettono di conservare le castagne fino a primavera nel caso la conservazione sia stata con la sabbia, mentre con la segatura hanno un’autonomia di 2 mesi.

Se volete essere sicuri di conservare castagne sane, l’altra pratica che scongiura al 100% gli imprevisti, consiste nell’immergere le castagne in acqua calda alla temperatura di 50° C per 45 minuti. Questo serve a uccidere le larve di balanino e carpocapsa contenute all’interno dei frutti non venuta a galla nella fase di duratura. Dopo questa operazione, è comunque necessario asciugarle come nella curatura in acqua fredda.

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Come congelare le castagne

Le castagne si possono congelare con tutta la buccia previa selezione. Fate sempre attenzione all’integrità del guscio. Dopo averle congelate, per utilizzarle, sbollentatele in acqua per 3/4 minuti prima di iniziare a cucinarle.

Se le castagne che state conservando sono destinate a diventare caldarroste, incidete il guscio dalla parte bombata prima di riporle in freezer. In tutti i casi, essendo congelate, le castagne richiederanno almeno 5 minuti in più di cottura rispetto al prodotto fresco.

Se le avete congelate nel freezer, le castagne si conserveranno per 3 mesi circa. Cosa diversa se le avete messe nel pozzetto congelatore. Li si manterranno integre fino a 12 mesi.

Come congelare le castagne cotte

Le castagne possono essere congelate già cotte arrosto o bollite. Basterà sbucciarle e, una volta fredde, riporle nei sacchetti da gelo. Una volta congelate, si manterranno per cira 6 mesi in freezer e 12 nel pozzetto congelatore.raccogliere-castagne

Curiosità sui castagni

Il castagno è un albero ultracentenario. Ed è proprio un castagno ad essere una delle piante più longeve sul territorio italiano. Più precisamente, è il Castagno dei Cento Cavalli, iniziò a germinare nel parco naturale dell’Etna oltre 3000 anni fa. L’albero, considerato come il più famoso e grande d’Italia, è oggetto di uno dei più antichi atti di tutela naturalistica, se non il primo del genere. Nel 1982 è stato inserito nel patrimonio italiano dei monumenti verdi, ed è nei primi 150 con alto valore storico e monumentale.

 

 

 

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Il cibo e la cucina sono le arti del terzo millennio.