Ricette spaventose per Halloween e non solo, made in Italy

Torta di sangue, cervello bollito, vermi: non è l'incantesimo di una strega malefica e nemmeno uno scherzetto di Halloween. Sono vere ricette tradizionali italiane, peraltro molto buone. E così, quale periodo migliore dell’avvicinarsi di Halloween per rispolverare la cara e vecchia cucina tipica italiana in versione horror?

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 15/10/2019

Torta di sangue, cervello bollito, vermi: non è l’incantesimo di una strega malefica e nemmeno uno scherzetto di Halloween. Sono vere ricette tradizionali italiane, peraltro molto buone. E così, quale periodo migliore dell’avvicinarsi di Halloween per rispolverare la cara e vecchia cucina tipica italiana in versione horror? Già perchè se cercate ricette per halloween, ricette salate per Halloween o dolci per halloween, potete spaziare molto di più rispetto al panino travestito da ragnetto o al wurstel-mummia.

La cosa curiosa è che c’è tutta una tradizione di cibi terrificanti italiani da cui prendere spunto o riproporre, con effetto shock garantito, molto di più che una gelatina a forma di fantasma. Oggi con la pancia piena li chiamiamo cibi terrificanti, ricette spaventose ecc…ma i nostri nonni e le generazioni precedenti non la pensavano certo allo stesso modo. Sono piatti antichi con materiali di scarto ma nutrienti, nati dalla creatività ingegnosa di persone che con quello che c’era dovevano imbastire pranzi e cene, buttando via il meno possibile. Ecco che così il quinto quarto, le interiora, scarti, persino sangue, diventano piatti unici sostanziosi, dolci e addirittura icone di street food locale. Quindi, se sei alla ricerca di piatti veramente creepy per la notte di Halloween o di ampliare i tuoi orizzonti riguardo a quello che è cucinabile, eccoti qualche interessante spunto e alcune ricette da fare a casa. Che, ti assicuro, sono buone davvero, nonostante sembrino “cattive”. Delle perfette ricette spaventose per Halloween insomma. Cominciamo!

Torta al sangue di maiale: dolce o salata?

L’adagio “del maiale non si butta via niente” di concretizza in questa ricetta tipica di alcune zone del nord Lombardia. La torta di sangue di maiale prevede che sangue di maiale freschissimo (si trova dal macellaio di fiducia) venga mescolato con latte e zucchero. Il composto viene poi addensato con la farina, a cui si unisce infine un uovo sbattuto. Si mescola, si versa in una padella antiaderente e si cuoce a fuoco dolce per circa 20 minuti. Dicono sia buonissima. Tra la provincia di Bergamo e la Valcamonica c’è anche la versione salata della ricetta, che si gusta con la polenta gialla. In questo caso il sangue di suino si mescola a formaggio grana, porri, formaggio grattuggiato, uova e grasso, porri e spezie. Dopo una prima fase di preparazione, si prosegue con la cottura in forno. Questo piatto, che si dice sia molto gustoso, si accompagna perfettamente alla polenta.

Formaggio coi vermi “il più pericoloso al mondo”

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Chi storce il naso dicendo che i novel food non fanno parte della tradizione italiana e che qui non si mangiano insetti si sbaglia di grosso. Chi non ha sentito parlare almeno una volta nella vita del formaggio coi vermi? Una tipicità italiana dove si, i vermi nel formaggio non sono un errore, ma si mangiano per davvero. Di formaggi coi vermi ce ne sono diversi in molte regioni italiane, e il principio però è più o meno lo stesso: si tratta di formaggio caprino, ovino o vaccino, “intaccato” dalla mosca casearia. Una volta che i pastori lo assaggiarono (la mosca aveva intaccato del formaggio e fatto dei vermi) scoprirono che era buono, con un retrogusto piccante. Il più famoso è il Casu Frazigu della Sardegna ( che significa, per l’appunto, “cacio marcio”). Ma ci sono anche formaggi simili in Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Toscana… Nel 2009, il Guinness World Records lo ha riconosciuto come “ il formaggio più pericoloso al mondo per la salute degli esseri umani”. Può, per chi ne abusa, “provocare bruciore” e “attaccare direttamente lo stomaco causando danni irreparabili”. Nel 2005, l’Unione europea, per motivi di standard igienici ha bandito dalla produzione e dalla commercializzazione il formaggio coi vermi. Ma in un villaggio di irriducibili nell’Ogliastra continua ad essere prodotto e apprezzato…

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Panino con la milza

Ancora oggi qualcuno storce il naso, ma se siete a Palermo e dintorni, sono tantissimi i chioschi di street food italiano e non solo che propongono un goloso panino con la milza, uno dei cibi da strada palermitani più famosi. Il Pane Ca Meuza in siciliano, è un panino con semi di sesamo riempito di milza e a volte anche polmone bovino, bolliti e fritti. Si può arricchire anche con formaggio o succo di limone. È buonissimo e facile da fare a casa. Qui la ricetta di un siciliano Doc, lo chef Rocco Pace. https://youtu.be/dc6-bA-dqfk

La Pajata

https://youtu.be/ZHuiKJQ0eu0 In centro italia, soprattutto a Roma, ma anche nelle Marche, la pajata è un piatto tipico locale, che divenne famoso anche nel celebre film di Alberto Sordi, il Marchese del Grillo. Gustosa e saporita, non tutti sanno come è fatta questo cremoso sugo per la pasta (di solito i rigatoni): si tratta di una salsa preparata con l’intestino tenue del vitello. Qui trovi la ricetta https://www.sfizioso.it/ricetta/pajata-romana-di-vitello/

Cervella di vitello

Le cervella le troviamo nella cucina tradizionale di Liguria, Emilia Romagna, Lombardia ma anche Toscana e Piemonte, nel fritto misto piemontese. Di solito il cervello viene prima sbollentato, pulito liberandolo dalla membrana esterna e poi cucinato. Le cervella sono ottime impanate e fritte, croccanti fuori e morbidissime dentro. Svelando l’origine del piatto ai commensali, l’effetto creepy è assicurato.   Leggi anche: https://www.informacibo.it/la-tradizione-della-zucca-lumassa-l-halloween-del-polesine/

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L'Autore

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