Compie un anno Rob de Matt, bistrot che unisce cucina e inclusione

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 13/03/2018

Nato nel 2017, compie un anno uno dei progetti più interessanti nel panorama della cucina milanese e non solo. Stiamo parlando di Rob de Matt, ristorante e bistrot nel cuore del quartiere Dergano, ma anche associazione di promozione sociale. Aperto nel marzo dell’anno scorso, Rob de Matt si trova all’interno della grande sede de L’Amico Charly Onlus ed è diventato rapidamente un importante luogo di aggregazione.

Rob de Matt è un punto d’incontro che ha fatto del buon cibo e dei sogni condivisi il suo pane quotidiano.

Un progetto di inclusione, sociale e lavorativa, che dimostra come in cucina e attorno al cibo ci si possa divertire, stare bene e soprattutto fare gruppo. Anzi, comunità. Perché la cucina è il mezzo più potente che ci sia per unire le persone e noi italiani sappiamo meglio di chiunque altro quanto sia grande la forza sociale del cibo.

Recentemente si è concluso il primo ciclo di corsi di formazione professionale che Rob de Matt ha realizzato con i ragazzi del CRA dell’ASST Rhodense. Chi volesse scoprire questa realtà e provare la cucina dello chef Edoardo Todeschini verrà quindi accolto dai sorrisi e dalla bravura di questi ragazzi.

Il progetto

Inclusione sociale e lavorativa per le persone che hanno storie di marginalità e svantaggio. È questo il grande obiettivo che anima il progetto Rob de Matt. In questo locale in cui la diversità è un valore e in cui tutti sono benvenuti, si incontrano e, attraverso la cucina, crescono e si arricchiscono persone con disagio psichico, rifugiati politici, migranti in difficoltà, ex carcerati e NEET (persone non occupate e non inserite in un programma di formazione). Il tutto, come detto, calato in una realtà e in un ambiente che è il più caldo e accogliente che ci sia: la cucina.

Rob de Matt, che si trova in un quartiere periferico, dove solitamente i luoghi di aggregazione e ristoro non sono molti, sta contribuendo anche al significativo processo di riqualificazione della zona. Questo grazie alla sua natura di luogo di incontro e di scambio. Al Rob de Matt non si cucina solamente, ma si lavora giorno dopo giorno per sviluppare il senso di comunità nella zona, proponendo iniziative culturali aperte al territorio e stimolando nei residenti percorsi di partecipazione e cittadinanza attiva.

Non a caso i ragazzi che ci lavorano e che con passione animano questa realtà, amano parlare del Rob de Matt come di #UnPostoPerTutti.

rob de matt

I corsi

Come anticipato, Rob de Matt sostiene l’inclusione lavorativa di persone svantaggiate nell’ambito della ristorazione e lo fa attraverso corsi di formazione professionale il cui fine ultimo è l’inserimento nell’organico del ristorante delle persone con disagio psichico o sociale che più hanno dimostrato interesse e abilità. Rob de Matt è un’associazione di promozione sociale, che con L’amico Charly condivide l’obiettivo di promuovere socialità, qualità della vita, cura e tutela dei più deboli, contrastando le situazioni di disagio.

I corsi vengono attivati di volta in volta dallo chef Edoardo Todeschini con servizi pubblici o privati che seguono e sostengono persone a rischio di esclusione. Chi partecipa ai corsi per prima cosa viene incuriosito e accolto. Poi impara ovviamente le basi tecniche per intraprendere un lavoro nel mondo della ristorazione. Si va dalla preparazione delle ricette al funzionamento dell’intero ristorante: cucina, bar, mansioni dei camerieri e gestione.

Al Rob de Matt si impara a tagliare, preparare, cuocere, conservare alimenti, ma anche le basi della cucina tradizionale e haute cuisine. Ma non solo: anche bartender, gestione del rapporto con il cliente, contabilità e gestione degli spazi. Una formazione completa.

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La cucina del Rob de Matt

La stessa cura che viene rivolta alle persone si trova però anche nel cibo, perché non va dimenticato che la natura di Rob de Matt è comunque quella di ristorante e bistrot. Un luogo in cui stare piacevolmente in compagnia, ma mangiando e bevendo bene. Il menu proposto da chef Edoardo Todeschini si rinnova stagionalmente e prevede l’impiego di materie prime di origine biologica.
Oltre alla stagionalità, la cucina è incentrata su filiera corta – e quindi valorizzazione dei produttori locali – e rinnovo delle ricette tradizionali. Il tutto con attenzione alla sostenibilità dei prezzi.
Nel menu non potevano mancare poi i piatti etnici, un’ulteriore occasione di conoscenza e scambio interculturale.

 

 

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.