Sardegna: birra, pecorino, mirto e pane Carasau

I prodotti più popolari della Sardegna: quali sono, il loro legame col territorio, abbinamenti

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 01/04/2019

La Sardegna è una terra di grande tradizione. Direi terra speciale, profumata al mirto. Meglio ancora: abbellita dal mirto, un cespuglio di bella dimensione sempre verde, onnipresente. Una pianta aromatica della macchia mediterranea che presenta bacche ovoidali generalmente nero-blu, ma anche nella varietà rosso cupo, raramente bianche. Non solo ornamentale: da queste bacche, tramite macerazione alcolica, si ottiene un ottimo digestivo. Il mirto viene anche usato per insaporire le carni.

Pane Carasau

Altro intenso profumo è dovuto al pane Carasau. Il termine “carasare” significa tostare. E’ diffuso, apprezzato, gustato e mangiato in tutta l’isola. Ha la forma di un disco sottile e croccante, adatto per una lunga conservazione. L’impasto è composto da semola di grano duro, acqua, lievito e sale. La preparazione richiede grande attenzione, forza manuale ed abilità. La prima lavorazione è l’impasto (inthurta) , la seconda è manipolata con forza (cariare o hariare).   L’impasto viene diviso a tocchi arrotondati (orare, sestare) e si appiattisce dandogli forma di disco (illadare). La lievitazione prosegue, ma bisogna porre attenzione ad isolare i dischi con strisce di panni per tenerli staccati l’un ‘altro. Il calore del forno rigonfia i dischi che, appena sfornati, vengono distaccati l’un l’altro con maestria (fresare o calpire).

Birra

Il distintivo dell’isola è la birra Ichnusa. La terminologia è di origine greca e deriva dall’antico nome dell’isola. Significa “impronta”, che, a ben guardare, è la forma della Sardegna. La freschezza e il sapore le hanno dato un successo incontrastato, praticamente un monopolio. Si produce ad Assemini (Cagliari) ed è di proprietà della Heineken. E’ venduta in bottiglie di vetro dove è riportata l’effige dei quattro Mori. Ha un grado alcolico del 4,7%. Non manca mai in tavola e dà un tocco in più ai “mallored”, saporiti gnocchetti sardi di semola di grano al ragù di salsiccia e pecorino.

Pecorino

 

Il pecorino sardo è il sorriso della Sardegna. Esiste da sempre ed è un formaggio di origine protetta, ricavato da latte di pecora pastorizzato, caglio, sale, fermenti lattici. E’ in commercio sia fresco (1-2 mesi) che stagionato (6 mesi). La crosta si presenta dura, di colore paglierino tendente al marrone, l’interno è a pasta compatta semidura, di colore bianco che, con la stagionatura, volge al giallino. Richiama ovviamente il pane carasau e due vini tipici sardi, il Vermentino e il Cannonau.

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L'Autore

giornalista