Social Media al Ristorante: da che parte iniziare?

Gli incontri con Nicoletta Polliotto, sulle nuove opportunità delle piattaforme digitali

di Donato Troiano

Ultima Modifica: 22/01/2020

Il settore eno-gastronomico offre soddisfazione a chi si occupa di comunicazione e marketing: basti pensare alle entrate nel segmento Food & Beverages nel 2019 che ammontano a 65.495 milioni di dollari. La filiera agroalimentare secondo i recenti dati della Coldiretti ha un valore di 538 miliardi di euro pari al 25% del Pil occupando 3,8 milioni di lavoratori. Il turismo corrisponde al 5% del PIL se si calcola l’impatto diretto e arriva al 12% se si comprende anche l’indotto. che è ampio e fatto di servizi e di attività artigiane importanti.

Ci troviamo quindi di fronte a un tessuto economico considerevole e tra l’altro con un potenziale ancora inespresso o perlomeno incrementabile. La filiera produttiva, della trasformazione e della somministrazione sta cominciando a riflettere sull’ottimizzazione attraverso la tecnologia e l’automatizzazione, per competere a livello europeo e internazionale.

Quando si tratta di utilizzare social media ed ecosistema digitale, però, anche gli imprenditori più strutturati ed evoluti incontrano qualche difficoltà.

Chi si occupa di ristorazione e di cibo, a esempio, non comprende come la comunicazione sui social media non sia un gioco da ragazzi nè un’attività di promozione da improvvisare.

Si può avere “vita facile” sui Social Media? Apparentemente sembra facile pubblicare contenuti, scatti fotografici, un paio di Hashtag molto frequentati e ripetuti in sequenza… ma poi i follower non seguono il brand, i like scarseggiano e anche le più riuscite immagini dei piatti non risultato appetitose per nessuno, poiché non veicolano né traffico né attenzione sulla prenotazione del tavolo..

Come può destreggiarsi un operatore del food in un contesto così inspiegabile?

Da queste premesse continuiamo a “ragionare” del mondo del web legato al cibo insieme a Nicoletta Polliotto, docente, speaker, autrice e curatrice di collana per Hoepli Editore, chiedendole quale possa essere la ricetta del successo di un ristorante sui social media.

L’attività del social networking è complessa in due direzioni. In primo luogo poiché è inserita nel contesto di un progetto di comunicazione di più alto e ampio respiro. Dev’essere quindi coordinata con il Menu Design (Menu Design: il lato affascinante degli strumenti di vendita su Informacibo), con il proprio sito web, con il propgetto di comuniocazione digitalr del ristorante. Poi dobbiamo ricordare che fare social media marketing ha molte sfaccettature: Social commerce, social networking e relazione digitale, branding….ufficio stampa…”

Occorre quindi avere, all’interno del proprio staff oppure attraverso la collaborazione con un’agenzia esterna, un operatore che segua in modo dedicato l’attività di social networking del ristorante?

La presenza di un figura dedicata all’attività di social networkeing è ormai necessaria. Che sia interna o esterna dipende molto da dimensioni, budget e organizzazione aziendale.- continua la Polliotto – Mi piace sempre sottolineare che prima di partire con la creazione di contenuti e la pubblicazione di belle foto occorre propgettare strategicamente la propria presenza sociale“.

Si può riassumere in un elenco i compiti e gli obiettivi del social media specialist del ristorante?

È un compito rilevante ma riassumibile in alcune scelte:  Creare una community di foodies che seguono il tuo brand; Veicolare informazioni e storie che raccontino la filosofia e delineino la tua offerta;  Diffondere i tuoi contenuti di valore dal tuo sito web o blog o direttamente sui canali sociali; Portare traffico sui tuoi spazi istituzionali (traffico sul website); Favorire il Social commerce ( la vendita diretta sulle piattaforme sociali); Promuovere con gli adv la tua attività sui social (es Facvebook e Instagram) a un pubblico mirato e profilato

Il commento finale di Nicoletta è tranchant

A fronte degli obiettivi che si possono raggiungere e del grande ruolo di branding (promozione e relazione del brand nei confronti di clienti effettivi e potenziali) che si svolge con il social networking, avete ancora il coraggio di affidare la vostra pagina Facebook a un ragazzino (notoriamente il figlio di un collaboratore) che sa “smanettare” sullo smartphone e che è ritenuto abile perché chatta tutto il giorno suille piattaforme di messaging?

La risposta la lasciamo ai nostri prossimi colloqui.

Ricordiamo infine che Nicoletta Polliotto coordina DFMLab academy che a Torino propone corsi di formazione verticali sui social media, Facebook. Instagram e le altre piattaforme per gli operatori di F&B e ristorazione.

I prossimi eventi si svolgeranno per ora solo a Torino nella sede del Mercato Centrale Torino

Tra  i corsi del 2020

– Social media marketing 21 gennaio Torino (docente Claudio Gagliardini);
– Facebook Food Marketing 17 febbraio Torino (docente Claudio Gagliardini);
– Instagram Food Marketing 24 febbraio Torino (docente Orazio Spoto);
– Piano Marketing Digitale 10 marzo a Torino (docente Nicoletta Polliotto);
– Review Economy 11 Marzo Torino (docente Nicoletta Polliotto);
– Food Brand Identity 17 Marzo Torino (docente Nicoletta Polliotto);
– Food Content Marketing 24 Marzo Torino (docente Nicoletta Polliotto);
– Restaurant Menu Design 31 Marzo Torino (docente Nicoletta Polliotto).

Un nuovo modo di raccontare storie al ristorante

ne parliamo con Nicoletta Polliotto, direttrice della nuova collana dedicata alla comunicazione digitale per il settore travel e hospitality di Ulrico Hoepli editore

Dallo storytelling al content marketing. Piattaforme digitali, nuovi social media e il mobile con le sue mappe e le app

Un nuovo modo di raccontare storie al ristorante

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