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Tre vini italiani da scoprire… alla cieca

Signorvino e Milano Wine Week ci guidano in una degustazione alla cieca alla scoperta di tre eccellenze del vino italiano

di Giulia Milani

Ultima Modifica: 08/10/2021

In occasione di Milano Wine Week, Signorvino Duomo ha ospitato una degustazione alla cieca che ha rivelato tre etichette italiane imperdibili: una bollicina, un vino bianco e un vino rosso da scoprire affidandosi totalmente ai propri sensi e alle proprie sensazioni. A guidare gli ospiti nell’assaggio c’erano Irene Forni, sommelier ed esperta di vini, e Marco Ceschi, wine manager e trainer.

Sono stati presentati tre vini d’eccezione attraverso un gioco di scoperta e riscoperta del vino nella sua essenza più vera. Basandosi sull’assunto che “il vino è memoria e la memoria è vino”, la degustazione al buio è una sfida dove lunico arbitro è il vino: la bottiglia è coperta e per scoprire cosa c’è nel bicchiere bisogna affidarsi completamente ai propri sensi e alla propria memoria. Bisogna ascoltare cosa comunicano il naso e la bocca, ricercare sensazioni, territori, odori, colori nei meandri della memoria.

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Tre vini d’eccellenza: uno spumante, un vino bianco e un vino rosso

Durante una degustazione di vini la prima cosa che si osserva è il colore e l’aspetto del vino, per poi passare all’analisi degli odori, dei sapori e del retrogusto in bocca. 

In una degustazione alla cieca il procedimento è identico, con un grado di difficoltà maggiore perché l’etichetta è coperta e non si hanno riferimenti. Per sapere cosa si sta assaggiando bisogna concentrarsi al massimo sulle proprie sensazioni. Da un’osservazione accurata delle caratteristiche del vino che si ha davanti si possono ipotizzare la zona di produzione, dedurre il tipo di uve e il metodo produttivo utilizzati. 

È così che, conducendo il pubblico tra le sue sensazioni, Irene Forni e Marco Ceschi hanno presentato tre eccellenze del vino italiano.

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Blanc de Blancs Pas Dosè Alta Langa DOCG

Blanc de Blancs Pas Dosè Alta Langa DOCG 2016 – Contratto

Il primo calice servito è un vino frizzante che Marco Ceschi ha introdotto così: “Quando si parla di vino, l’Italia può certamente dire la sua. Dove facciamo forse più fatica ad imporci e a fare la voce grossa contro i francesi è il mondo delle bollicine. Ma non è questo il caso: con questa bottiglia non sfiguriamo proprio davanti a nessuno.”

Il vino in questione è il Blanc de Blancs Pas Dosè Alta Langa DOCG del 2016 della cantina Contratto. È uno spumante ottenuto con metodo classico da uve 100% Chardonnay dei vigneti di Bossolasco, in provincia di Cuneo.

Dopo una diraspatura e una pigiatura soffici, il mosto viene fatto macerare 48 ore sulle bucce e poi fermentare in vasche dacciaio a temperatura controllata. Dopo un affinamento di circa 9 mesi, avviene una seconda fermentazione in bottiglia con conseguente affinamento per almeno 36 mesi sui lieviti. La produzione si conclude con remuage manuale, sboccatura e laggiunta dello stesso vino come liqueur senza aggiunta di zucchero, quindi Pas Dosé.

Il colore va da un giallo paglierino a un rosato tenue con un perlage fine e persistente, al naso è floreale e fragrante mentre al palato è avvolgente ed elegante, con note minerali che richiamano i suoli calcareo-marnosi tipici dellAlta Langa.

Durante la degustazione c’è chi ha subito individuato il metodo classico e lo Chardonnay come vitigno. A creare più difficoltà è stata la zona di produzione: l’opzione più quotata era la Franciacorta, finché Marco Ceschi non ha svelato essere lAlta Langa. Ha spiegato che, benché sia attualmente famosa per i vini rossi, ai primi del ‘900 questa zona era particolarmente rinomata per la produzione di spumanti con metodo classico di grande qualità.

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Aliseo Tramonti DOC Costa d’Amalfi

Aliseo Tramonti DOC Costa dAmalfi 2020 – Reale

Il secondo vino è un bianco selezionato da Irene Forni di cui, al contrario del primo vino, è parsa chiara fin da subito la zona di provenienza: il Sud Italia.

Si tratta infatti di un Aliseo Tramonti DOC Costa dAmalfi del 2020 dell’azienda agricola Reale, che vanta unesperienza centenaria nel campo dellagricoltura in Campania. Dai vitigni autoctoni a piede franco, coltivati a pochi km dal mare nasce il vino Aliseo, che prende il nome dai venti che portano il bel tempo. 

È un vino bianco ottenuto da un blend di tre vitigni a bacca bianca: Biancazita, Biacolella e Pepella. Appena dopo la raccolta le uve vengono trasportate alla cantina e successivamente pressate delicatamente e fatte affinare in bottiglia per tre mesi. 

L’Aliseo è un vino bianco di colore giallo paglierino che spicca per minerali e freschezza, con profumi di frutta gialla, agrumi e scorza di limone.

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Pischello Lazio IGP Rosso 2020

Pischello Lazio IGP Rosso 2020 – Tenimenti Leone

L’ultimo assaggio, il vino rosso, è quello che ha messo più in difficoltà gli ospiti, anche perché servito inizialmente a due temperature diverse, per dimostrare quanto questa variabile possa influenzare la degustazione e la nostra percezione.

Il vino rosso proposto è il Pischello Lazio IGP Rosso del 2020 prodotto da Tenimenti Leone. Tenimenti Leone è unazienda giovane situata nel cuore del Lazio, esattamente fra i comuni di Velletri e Lanuvio, nellarea dellantico Vulcano Laziale. In questo terroir particolare si produce il Lazio Rosso Pischello a partire da un blend di Cesanese, varietà autoctona laziale, con Syrah e Merlot, vitigni internazionali. Le uve sono raccolte manualmente in cassetta a maturazione ottimale e vinificate in purezza. Viene poi fatta una macerazione pre-fermentativa a freddo per circa 48 ore e una fermentazione con lieviti selezionati in acciaio per circa 10 giorni a temperatura controllata. Segue un breve affinamento in bottiglia di circa 3/6 mesi prima di essere commercializzato.

Il nome rende bene la natura di questo vino: giovane, sbarazzina e giocherellona. Al calice appare rosso rubino vivo e intenso, al naso presenta sentori di frutta accompagnati da note vegetali, mentre in bocca è fresco e beverino. Marco Ceschi l’ha definito “il caratteristico vino dal sentore vinoso, rustico, senza fronzoli, perfetto da abbinare a pane e salame”.

Non vi resta che assaggiarli (alla cieca) e decidere il vostro preferito. Buona degustazione.

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L'Autore

redattore

Blogger e web editor, laureata in Scienze Gastronomiche a Parma, con Master in Cultura del Cibo e del Vino a Venezia. Appassionata di eno-gastronomia e della cultura che rappresenta questo mondo.