Tutti pazzi per delivery durante il lockdown. Cucina italiana superstar

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 20/04/2020

Tre gli studi di questi giorni che decretano come il delivery  tra i servizi più amati durante il lockdown. A oltre un mese dall’entrata in vigore delle misure più restrittive a causa di Covid-19, ecco che i più importanti servizi di delivery mostrano i primi dati.

Dati che delineano come i consumi siano cambiati nelle case degli italiani, che tornano ad amare la cucina made in Italy anche a casa e dove la sicurezza di distribuzione e riders diventi un punto fondamentale nel servizio.

Deliveroo: tutti pazzi per il made in Italy, anche in provincia

Deliveroo PR library imagery © Mikael Buck / Deliveroo

Deliveroo, presente in Italia in 175 città, a un mese di distanza dall’avvio del lockdown ha fatto il punto sulle preferenze degli italiani in termini di cucine, piatti e trend nel cibo a domicilio.
A livello geografico la città che più di ogni altra ha fatto ricorso a Deliveroo è stata Milano, davanti a Roma, Cagliari, Firenze e Bologna. Seguono Bolzano, Monza, Bergamo, Busto Arsizio e Modena.
Tendenzialmente si preferisce ordinare il fine settimane, con preferenza in primis per la giornata di sabato, seguito dalla domenica e dal venerdì.
Le cucine più apprezzate su Deliveroo a livello nazionale  spicca la preferenza accordata alla cucina italiana, la preferita in assoluto con pizza e pasta in cima alle scelte degli italiani, davanti a quella americana (hamburger su tutti), al gelato, al poke hawaiano e alla cucina giapponese (sushi).
Rispetto al periodo pre-lockdown, emerge l’ascesa del gelato che, complice l’arrivo della primavera e di giornate di sole e il desiderio di gratificazione molto sentito da tutti ha avuto nell’ultimo mese una crescita esponenziale, registrando un +58% nei numeri di ordini. Il cambiamento più evidente confrontando i dati con il passato, è la perdita di posizione della cucina cinese, fino ad oggi sempre stabilmente presente nella top 5 delle cucine best-seller.

Just Eat: gelato superstar

just eat

Stessi trend che emergono dall’Osservatorio Just Eat, altra app di food delivery molto capillare nel nostro Paese.

Anche in questo caso, la pizza si conferma al primo posto come il piatto più ordinato, seguita dall’hamburger, dal sushi, dal pollo e dalla cucina italiana, soprattutto in alternativa al cucinare a casa in questi giorni di isolamento. Una new entry assoluta è invece il gelato che si inserisce in classifica al quinto posto tra le cucine più ordinate nelle ultime tre settimane, a differenza dei trend dei periodi “più standard” quando sfiora ma non rientra in top 10.

Tra i principali trend di crescita si attestano poi proprio i dolci e i gelati (+133%), ma anche sushi e cibo giapponese nei formati da mangiare in famiglia e in gruppo, come le barche e i mix (+124%) e le ormai famose pokè bowl (+54%). Emergono inoltre trend specifici come la crescita dei menù dedicati al pranzo, utili per chi lavora da casa, quelli per i più piccoli (menù baby), dolci e sfiziosità, birre artigianali e qualche bottiglia di buon vino.

Questi trend di scelta spiegano anche i desideri che spingono gli italiani a ordinare food delivery e che emergono dal campione di 30.000 clienti intervistati. Se infatti, in questo momento, a ordinare sono più gli uomini delle donne (60% vs 56%), il primo motivo per farlo è regalarsi una coccola (59%), soprattutto per le donne (56%), ma anche una comoda alternativa all’andare a fare la spesa, limitando così il numero delle uscite (48%). Per chi è in smart working è pratico ordinare a pranzo o a cena non avendo tempo di cucinare (15%), soprattutto per gli uomini (56%), e per evitare le code ai supermercati e le attese per la spesa online (17%).

Esplorando poi le diverse fasce di età, emerge la voglia di staccare la spina con il food delivery ordinando qualcosa di goloso soprattutto per la fascia 18-25 anni, l’ordine a pranzo soprattutto per i giovani dai 26 ai 35 anni, l’evitare la coda ai supermercati o l’attesa per la spesa on-line per i 36-45 anni e un’alternativa all’andare a fare la spesa, limitando il numero di uscite, soprattutto per la fascia 45-54 anni.

La sicurezza prima di tutto (e per tutti)

Nella fotografia degli italiani e il food delivery durante il lockdown il tema della salute e della sicurezza resta di grande importanza, sia per coloro che ordinano, ma anche per Just Eat, i ristoranti e i rider che effettuano le consegne. Ecco perché sono state introdotte, fin dall’inizio, una serie di misure, che si rivelano importanti anche per i rispondenti al survey, e che utilizzano le consegne a domicilio su Just Eat in questo momento.

Per il 65% è importante che il fattorino indossi mascherina e guanti (soprattutto per le donne, 53%), distribuzione che Just Eat sta svolgendo per i tutti i rider in tutta Italia. Ma non solo.

Fondamentale anche la consegna CONTACTLESS, richiesta dal 60% di chi ha dichiarato di ordinare a domicilio in questo periodo e operativa su Just Eat già da alcune settimane.

Altrettanto importante il pagamento elettronico (57%), in particolare per le donne (49%) così come i sacchetti del cibo ben chiusi (47%), tutte misure che l’app, anche in collaborazione con AssoDelivery e FIPE ha messo in atto sin da subito.

Crediamo – conclude Contini – che lo sviluppo del digitale abbia ancora un enorme potenziale legato al food delivery, basti pensare che in Italia ancora solo il 18% del mercato è appunto digitale. In questo momento nuovi clienti e nuovi ristoratori si sono avvicinati al take away digitale, cambiando radicalmente le proprie abitudini di consumo e di business, e ci aspettiamo che questo trend possa persistere anche dopo questo momento di difficoltà, proprio come potenziale di grande sviluppo e digitalizzazione anche del mercato della ristorazione.”

 Glovo: home delivery diventa essenziale

Se fino a poco tempo fa le consegne a domicilio venivano considerate la soluzione per chi non aveva tempo o voglia di cucinare, oggi il servizio è divenuto essenziale e imprescindibile per tutti. Ci si affida all’app di Glovo per farsi recapitare la spesa (+300% marzo vs. febbraio) ed evitare così le file davanti al supermercato, i farmaci da banco (+130%), ma anche altri prodotti utili che durante l’emergenza diventano simboli di “affetto” e solidarietà per far sentire le persone più vicine. Questo è quanto emerge in estrema sintesi dal Delivery Report di Glovo ai tempi del Coronavirus – l’unica piattaforma di delivery multi-categoria – che traccia un quadro sulle abitudini degli italiani e del loro rapporto con le consegne a domicilio.

“L’home delivery sta subendo una vera e propria trasformazione – commenta Elisa Pagliarani, General Manager Glovo Italia – sia in termini di clientela, con sempre più famiglie che si rivolgono alla nostra piattaforma, sia in termini di prodotti. Le persone oggi fanno affidamento al delivery per vivere la propria quotidianità, con la richiesta di beni e oggetti utili ma spesso difficili da reperire. Dagli ordini di marzo emerge chiaramente l’esigenza di poter fare la spesa, evitando così le file davanti ai supermercati, ma anche di ricevere a casa altri beni necessari per il proprio lavoro, come cartucce e risme di carta per la stampante, e per il tempo libero, come libri e giochi di società”.

La spesa al supermercato: al bando le frivolezze, vince l’essenzialità

Dall’analisi degli ordini di febbraio e marzo 2020 affiora chiaramente una nuova mappa dei bisogni degli italiani durante il Coronavirus. La spesa, che ha registrato una crescita del 300% rispetto al periodo ante Covid-19, vede ai primi posti consegne di beni come lievito (+3mila%), farina (+2mila%), zucchero (+mille%), banane (+mille%), latte (+500%) e uova (+150%) a dimostrazione di un ritorno all’essenzialità negli acquisti.

“Non solo, quello che osserviamo è l’utilizzo dell’app per far sentire le persone più vicine – prosegue Pagliarani – con consegne di piatti e dolci fatti in casa che viaggiano da un angolo all’altro della città, ma anche semplicemente degli ingredienti per cucinare insieme, oppure oggetti che si portano dietro messaggi carichi di empatia”.

L’affetto viaggia via delivery

Nel mese di marzo Glovo ha registrato una crescita esponenziale degli ordini della categoria “Spedizione” (+900% marzo vs. febbraio), con gli italiani che hanno scelto il delivery come mezzo per far recapitare ai propri cari messaggi di affetto e vicinanza. È così che una signora di Bari ha deliziato il nipote facendogli recapitare tramite l’app i suoi panzerotti; oppure una studentessa di Roma che ha mandato il tiramisù ai suoi amici per festeggiare in compagnia il proprio compleanno; e ancora la coppia di fidanzati che si è scambiata regali ma anche l’occorrente per una cena romantica a distanza, oppure la mamma che si è fatta inviare da un’amica un kit di emergenza con omogeneizzati, salviette, latte in polvere e un orsacchiotto. E poi ancora: c’è chi ha spedito alla nonna una rivista di enigmistica; chi invece i numeri di Topolino o giochi da tavolo. C’è chi invece si scambia attraverso il corriere libri di favole per i bambini, ma anche di meditazione e yoga, perché la quotidianità passa anche dalle piccole cose.

La riscossa dei piccoli esercenti e la voglia di dolci

In tempi di Coronavirus sulle tavole degli italiani domina la pizza in tutte le sue forme e gusti, meglio se preparata dal pizzaiolo di quartiere che, seppur abbia conosciuto il delivery da poco, scala le classifiche in termini di crescita di ordini. Nel mese di marzo sono infatti aumentati del 46% i partner che hanno aderito alla piattaforma di Glovo, con una forte predominanza di piccoli ristoranti che prima non utilizzavano il servizio. Le categorie food che crescono di più rispetto all’inizio dell’anno sono i gelati (+180%) e i dolci (+130%) complice forse anche l’arrivo della primavera che aumenta la voglia di dolcezza per chi è chiuso in casa.

 

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