Cosa sono i formaggi a latte crudo e perché se ne parla tanto
Scopri cosa sono i formaggi a latte crudo, quali sono le loro caratteristiche, i benefici e perché vengono considerati un’eccellenza gastronomica
di Oriana Davini
Ultima Modifica: 27/02/2025
I formaggi a latte crudo sono prodotti caseari realizzati con latte non pastorizzato, ovvero latte che non è stato sottoposto a trattamenti termici superiori ai 40°C prima della trasformazione. Questo permette di conservare intatta la microflora naturale, conferendo ai formaggi caratteristiche organolettiche uniche, legate al territorio e alla biodiversità locale.
Ogni tanto, però, se ne parla in relazione alla loro sicurezza: si possono mangiare senza rischi per la salute? Ci sono categorie di persone che dovrebbero evitarne il consumo?
Indice
Come riconoscere i formaggi a latte crudo
Per identificarli è fondamentale controllare l‘etichetta: per legge, infatti, la dicitura “latte crudo” va specificata chiaramente. Molti formaggi Dop e Igp italiani mantengono questa caratteristica come parte del disciplinare di produzione.
Solitamente, si tratta di formaggi dal sapore più intenso e variegato rispetto a quelli prodotti con latte pastorizzato, perché il latte crudo mantiene la sua microflora naturale, fattore che contribuisce a dare diverse sfumature di gusto. La loro produzione richiede ovviamente standard igienici molto elevati e tempi di lavorazione brevi.
I benefici dei formaggi a latte crudo
Riassumendo quindi i benefici di questi formaggi, potremmo dire che hanno:
- Maggiore ricchezza nutrizionale: il latte crudo mantiene inalterati enzimi, vitamine e minerali, oltre ai batteri benefici per la flora intestinale (ma i formaggi a latte pastorizzato rimangono comunque un’ottima fonte di calcio e proteine).
- Sapore più intenso e autentico: la microflora naturale presente nel latte crudo contribuisce a creare formaggi con aromi più complessi e distintivi rispetto a quelli prodotti con latte pastorizzato.
I principali formaggi italiani a latte crudo
L’Italia vanta una lunga tradizione nella produzione di formaggi a latte crudo (così la Francia: il 70% dei formaggi francesi, come il brie e il camemebert, sono a latte crudo).
Tra i più noti ci sono:
- Parmigiano Reggiano Dop
- Grana Padano Dop (in parte, a seconda del disciplinare)
- Castelmagno Dop
- Bettelmatt
- Fiore sardo Dop
- Fontina Dop
- Pecorino di Pienza Dop
- Caciocavallo silano Dop
- Puzzone di Moena Dop
- Robiola di Roccaverano Dop
- Bitto Dop
- Toma piemontese Dop
- Strachitunt Dop
- U cabanin
- Pecorino dell’Alta baronia
Anche alcuni tipi di taleggio, di pecorino toscano e di mozzarella di bufala possono essere prodotti con latte crudo mentre il gorgonzola Dop, contrariamente a quanto molti pensano, è preparato con latte pastorizzato.
Rischi e sicurezza alimentare
Il consumo di formaggi a latte crudo potrebbe comportare alcuni rischi legati alla possibile presenza di batteri patogeni, come Listeria monocytogenes, Salmonella ed Escherichia coli. Rischio che diminuisce molto con la stagionatura: dopo due mesi, è praticamente nullo.
Per questo motivo, sarebbe meglio che le persone con un sistema immunitario compromesso non li mangiassero. Le categorie più a rischio sono:
- Donne in gravidanza
- Bambini piccoli
- Anziani
- Persone immunodepresse
Per ridurre i rischi, è importante acquistare formaggi a latte crudo da produttori certificati e rispettare le corrette modalità di conservazione.
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