La carne di razza Piemontese, un’eccellenza che si scioglie in bocca

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 02/09/2020

L’Italia vanta diverse razze bovine autoctone di alta qualità dal punto di vista del gusto e delle proprietà nutrizionali. Tra queste una delle regine è la Carne Piemontese. Così buona, da richiedere pochissimi interventi e un certo “rispetto” per essere portata in tavola. È proprio con la Piemontese che si prepara la battuta, piatto tipico regionale apprezzato in tutto lo Stivale, dove la qualità della carne non può ingannare, visto che si tratta di carne cruda.

Testimonianza di un territorio rurale

La Piemontese è una razza che in passato veniva allevata per triplice scopo: latte, per produrre i famosi formaggi della regione, carne, lavoro. Un animale prezioso per lo sviluppo locale della regione, che dava sostentamento economico e alimentare alla popolazione. Dalla metà del 1800, nella razza si è verificata una speciale mutazione genetica che l’ha resa unica nel suo genere con caratteristiche specifiche. Da allora, e grazie a un processo di selezione, oggi è una carne pregiata per uso alimentare. La Piemontese è degna di tavole stellate ma non tradisce la sua origine rurale. Molte aziende agricole che la allevano, ricorrono all’alpeggio sfruttando così le risorse foraggere tipiche del territorio: pascoli di alta quota e colture cerealicole in pianura.

Le hanno dedicato un museo

La Carne Piemontese ha un suo museo. Ovviamente in Piemonte. Si trova a Carrù, in provincia di Cuneo. È la Casa della Piemontese e si tratta del primo museo dedicato a una razza bovina realizzato in Italia e il secondo assoluto in Europa, dopo la Maison du Charolais di Charolles, in Francia. Progettata e creata dall’artista Livio Taricco, raccoglie foto e video d’archivio, momenti di vita rurale di un tempo, attrezzi, dispositivi, oggetti che a loro volta raccontano il passato e confermano il presente della razza bovina autoctona più diffusa in Italia. Durante l’anno vengono anche organizzati momenti di approfondimento sulla carne. Valorizzala con la semplicità.

Non servono effetti speciali

Il segreto per riconoscere un prodotto davvero buono? La semplicità: non servono effetti speciali per valorizzare la carne piemontese. Così buona da poter essere gustata cruda, o con pochi semplici condimenti che ne esaltino le caratteristiche: sapore dolce e consistenza morbida grazie a una marezzatura che mantiene la carne magra ma tenera, che si scioglie in bocca. Alla piastra, alla griglia, al forno: si alle cotture che la mantengono morbida con una bella crosticina all’esterno. Come condimenti: aromi di stagione, olio extravergine d’oliva, ma anche miele e senape. Rigorosamente a termine cottura.

Abbinala così

La Carne Piemontese si sposa alla perfezione con i vini del territorio. Rossi e strutturati, profumati e fermi, se cotta o alla brace, ma anche bianchi o bollicine Metodo Classico se cruda. La tartare di carne infatti, tritata cruda o battuta al coltello, come vuole la tradizione piemontese, è un classico degli antipasti della tradizione italiana e  chiede un vino che rispetti la sua delicatezza e contemporaneamente esalti il suo sapore con note fresche e acidule.

Siete astemi? Provate a divertirvi con i tè: bianco o verde in alternativa ai vini bianchi e nero o affumicato per sostituire un rosso con una tagliata alla griglia.

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