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Cos’è la pinsa romana e come farla a casa (forse)

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 09/03/2021

La pinsa romana è una specialità del centro Italia simile alla pizza ma con impasto e farine molto differenti. Ultimamente se ne sente parlare sempre più spesso: si trova la pinsa romana al supermercato o come specialità gourmet alternativa alla pizza in ristoranti e bistrot.

Ma che differenza c’è tra pinsa e pizza? Solo la forma più allungata della prima o si va ben oltre? E da dove arriva questa nuova golosità salata? Si può fare a casa?

In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande. Innanzitutto:

Cos’è la pinsa romana?

pinsa romana ricetta

La pinsa romana anche se ai più è nota in questo periodo, si rifà a una focaccia allungata con origini antiche, che veniva  considerata una specie di antenata della pizza.

La pinsa di oggi però è un’invenzione recente: l’impasto è diverso ed è  a base di farina di frumento, riso e soia, mix mantenuto segretissimo e che la rende morbidissima fuori e molto croccante dentro.

Rispetto alla pizza, la pinsa ha meno calorie e, visto che l’impasto richiede almeno 24 ore di lievitazione, potrebbe anche risultare più digeribile.

Differenza tra pinsa e pizza

Insomma la differenza tra pinsa e pizza non sta solo nella forma allungata della prima ma anche in metodo di preparazione, mix di farine e lievitazione. Il mix di farine per fare la pinsa a casa si può anche trovare e acquistare online.

Confrontato con l’impasto della pizza classica, quello della pinsa ha un apporto differente di acqua, e meno lievito in percentuale. Il risultato è un prodotto più digeribile e meno calorico

Le origini della pinsa

Il nome Pinsa deriva dal latino “Pinsere” che in italiano significa allungare, stendere. La forma allungata insomma ha dato il nome all’alimento in origine. Ma quello che troviamo oggi è una rivisitazione della ricetta originale e non c’entra più con gli Antici Romani.

Il suo antenato potrebbe essere un antico alimento nato dalle popolazioni contadine fuori le mura dell’Antica Roma. Grazie alla macinazione di cereali (miglio, orzo e farro) cucinavano queste  focacce schiacciate che venivano poi arricchite con erbe aromatiche, sale, ecc…

La pinsa oggi

Ma la pinsa come la vediamo oggi invece nasce da un’intuizione di un imprenditore, Corrado Di Marco. Qui un video per saperne di più. Se vedete nascere diversi locali chiamati “pinserie” con tanto di marchio “Originale Pinsa Romana“, è grazie all’ “inventore” Di Marco. Il mix di farine nelle esatte proporzioni per produrla è segreto.

 

È (ri)nata  nel 2001 e sta diventando sempre più popolare. La sua originalità, il mix corretto di farine, il rispetto del regolamento di produzione sono controllati dall’Associazione Pinsa Romana ed esiste anche un albo a cui iscrivere la propria attività.

Anche i pinsaioli possono essere esaminati e certificati entrando a far parte dell’albo dell’associazione.

Le caratteristiche della Pinsa Romana

L’Originale Pinsa Romana deve rispecchiare i seguenti canoni di riconoscimento:

● digeribilità dell’impasto;
● fragranza;
● involucro della pasta morbido;
● esterno della pasta croccante;
● sentore di pane antico nel sapore della pasta.

La ricetta

Stando al regolamento dell’Associazione gli ingredienti ufficiali per una originale pinsa romana sono:

  • 1,300 kg mix Pinsa Romana Expert
  • 2-6 gr di Lievito Secco (indicativa,varia a seconda della stagione)
  • 25 gr di Sale (20 per una pizza più morbida)
  • 20 gr di Olio EVO

Il tutto calcolato su un litro d’acqua, che deve essere fredda a temperatura di frigorifero.

È vietatissimo: usare il mattarello (si, dovrete stendere a mano), far lievitare meno di 24 ore, usare farine e altri ingredienti non conformi all’impasto originale.

Se volete cimentarvi a fare la pinsa a casa, ecco una ricetta per provare.

Pinsa Romana

Per provare a fare la pinsa romana a casa ti serviranno 3 tipi di farine diverse (o il mix per la pinsa acquistabile su pinsaromana.org, visto che le proporzioni esatte sono avvolte nel mistero) acqua fredda, lievito di birra, mezzo litro di acqua, sale e un buon olio extravergine di oliva, per poi guarnire secondo il tuo gusto personale. Ecco la ricetta.

Ingredienti

  • 660 g farina 0
  • 30 g farina di riso
  • 30 g farina disoia
  • 3 g lievito di birra fresco
  • 500 g acqua
  • 15 g sale
  • 10 g olio extra vergine d'oliva

Istruzioni

  1. Inserisci le farine nell’impastatrice, e poi aggiungi il lievito sbriciolato. Versa poco per volta metà acqua (che deve essere fredda di frigorifero) e comincia a impastare (puoi anche farlo a mano)

  2. Aggiungi olio e sale e poi il resto dell’acqua.
  3. Procedi a impastare per circa una ventina di minuti, finchè non vedi l’impasto ben legato.
  4. Togli dalla ciotola l’impasto aiutandoti con poca farina se attacca. Mettilo in una ciotola, copri con pellicola trasparente e lascia lievitare in frigo per almeno 24 ore, ma anche di più se vuoi.
  5. Trasferisci l’impasto lievitato in una teglia infarinata. Dividilo in 4 panetti, coprili con un panno e procedi a far lievitare per altre 3 ore circa.
  6. Ora stendi i panetti con le mani (è vietato da regolamento il matterello) e allungali dando una forma ovale.
  7. Farcisci la pinsa come preferisci
  8. Inforna e fai cuocere a 200 gradi per circa 20 minuti.

Note

Indeciso su come guarnirla? È ottima con squacquerone, prosciutto crudo e rucola, oppure con mozzarella di bufala a tocchetti, capperi e acciughe.
Versione golosa con friarielli e salsiccia o con provolone, prosciutto cotto di quello buono e carciofini sotto’olio.

 

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L'Autore

giornalista