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Dietro le quinte del viaggio sul Po di Giorgione

Intervista a Michele Milani, che con la sua MiCom ha curato l'organizzazione dell'itinerario sull'acqua, alla scoperta delle eccellenze locali meno conosciute

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 24/04/2019

Nell’Anno del turismo lento un viaggio slow seguendo la parallela della Via Emilia, ma sull’acqua: è questo il fil rouge di Giorgione Orto e Cucina – Viaggio sul Po, in onda dalla scorsa settimana il venerdì alle 21.30 su Gambero Rosso Channel.

Un viaggio interessante perchè alza il sipario su una serie di tipicità locali, persone, luoghi e racconti meno conosciuti, di un territorio ad alto tasso di fascino, tra Piacenza e il Delta del Po.

Michele Milani (il secondo da sinistra) ha curato l'organizzazione del viaggio sul Po di Giorgione (il secondo da destra)
Michele Milani (il secondo da sinistra) ha curato l’organizzazione del viaggio sul Po di Giorgione (il secondo da destra)

“Il mio viaggio parte da Piacenza, storicamente città di passaggio. Da qui parte il movimento, e il movimento ricorda l’acqua”

ha spiegato Giorgione nel video di lancio del programma. Un viaggio sull’acqua quindi, attraverso il Po, alla scoperta di un territorio ricchissimo di storie.

Ma come è andata? Oggi vi portiamo dietro le quinte del Viaggio sul Po di Giorgione con Michele Milani, ad di MiCom che ha curato l’organizzazione del viaggio.

Come è nato questo percorso?

“L’idea era quella di usare il fiume come alternativa lenta alla Via Emilia per collegare le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia. Abbiamo scelto l’acqua perchè accompagna alla scoperta di un’ecologia e di realtà locali straordinarie, che pochi conoscono e che possono essere protagoniste di un viaggio alternativo”.

Che tipo di microtipicità avete incontrato lungo il percorso?

“Tantissime: l’itinerario porta tra realtà agricole incredibili. Sul piacentino ad esempio c’è tutto il tema delle coltivazioni di aglio, cipolla e scalogno, eccellenze notevoli. Adesso arriva anche il periodo dell’asparago piacentino, un ortaggio di altissima qualità. A scendere, si parla di altre tipicità, come il tema della lavorazione del maiale, come la spalla cruda di Palasone Sissa, sublime salume a lunga stagionatura. E poi pesce di lago, aceto, vino”.

Giusto, il tema del pesce d’acqua dolce, spesso “dimenticato” sulle tavole italiane…

“Eppure così ricco di varietà e opportunità in cucina. E anche per le economie locali. Se ci fosse più attenzione alle acque dolci si potrebbe tornare ad avere un’economia locale di questo tipo di pesca”.

Come ha reagito Giorgione a questo viaggio?

“E’ rimasto colpito dalla bellezza e ricchezza di queste zone, in tavola ma anche dal punto di vista del paesaggio. Un percorso che unisce gastronomia, natura e cultura, in pratica la sintesi del nostro valore come Italia e che ha ancora così tanto da svelare, a noi per primi”.

Tra gli obiettivi della trasmissione, anche suggerire agli spettatori un tipo di viaggio lento da imitare

“Il viaggio di Giorgione è replicabile. Ci sono attività di noleggio barche e moli e attracchi lungo il percorso. Al porto turistico di Torricella si organizzano anche settimane di pesca al siluro su tutto il Po. Insomma, il fiume si può davvero vivere in moltissimi modi”.

Il viaggio sul Po di Giorgione conta una prima parte di 12 tappe, ma l’intenzione è proseguire.

“Si, proseguiremo probabilmente a settembre e da Reggio Emilia scenderemo fino a Ferrara, nel Delta del Po per incontrare uno chef simbolo di quelle zone, Igles Corelli”.

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