A Carnevale ogni fritto vale: i dolci tipici dalle frittelle alle chiacchiere

A Carnevale ogni fritto vale: i dolci tipici dalle frittelle alle chiacchiere

Le origini, la storia, le ricette e le sfilate più famose del Carnevale italiano. Con una ricetta della tradizione per portare in tavola il sapore della festa

di Ines Roscio Pavia

Ultima Modifica: 15/02/2022

Carnevale è la festa della trasgressione, dove ci si maschera e saltano tutte le regole.

Questa ricorrenza proviene da tempi lontanissimi, addirittura da usanze pagane come i Saturnali e i lupercali. Durante l‘impero romano, capitava di trovare spesso in giro gruppi mascherati proiettati in una libertà sfrenata, rappresentata in allegorie del caos: una regressione all’oscurantismo primordiale che si concludeva con il rinnovamento del cosmo.

La tradizione attuale del Carnevale risale al medioevo: è un modo per risollevare l’anima dall’inverno e proiettarci nella luce della primavera. L’elemento che lo caratterizza è il mascheramento che si manifesta in sfilate chiassose, festanti e sempre gioiose.
Storia delle fritole veneziane, frittelle dolci tipiche di Carnevale

Cosa significa Carnevale?

La parola Carnevale deriva dal latino carnem levare, in osservanza al precetto cattolico di non mangiare carne durante il periodo di Quaresima.

Nei secoli scorsi si riferiva al banchetto che si teneva alla chiusura del Carnevale il Martedì Grasso, prima del periodo di astinenza e digiuno antecedente la Pasqua. Sta a significare il godimento sregolato dei beni materiali che precede la restaurazione dell’ordine e della purificazione, un proiettarsi verso il  rinnovarsi della propria energia.

Krapfen: ricetta originale del dolce tipico di Carnevale in Alto Adige

I carnevali più famosi d’Italia

carnevale-di-venezia

Innumerevoli sono le manifestazioni legate al Carnevale in Italia e ognuna ha il suo specifico svolgimento. Non a caso, ogni regione, anzi ogni città ha la sua maschera tradizionale: Pantalone per Venezia, Pulcinella per Napoli, Gianduja per Torino, Arlecchino per Bergamo, Meneghino per Milano, Balanzone per Bologna e così via.

Dal Carnevale di Putignano a Ivrea

Il carnevale di Putignano è antichissimo e risale al 1394. Celebra i riti della fertilità della terra e del risveglio della natura.  La sfilata di Viareggio risale al 1873: lungo il percorso sfilano carri allegorici sui quali troneggiano caricature in cartapesta di personaggi famosi ed è apprezzata a livello internazionale.
Ivrea mantiene la tradizione della Battaglia delle Arance e del Corteo Storico. Incantevole la sfilata di Sanremo dove i fiori sono i protagonisti assoluti. Il Carnevale di Santhià ha una memoria storica che risale al 1328 ed elabora cerimonie tradizionali, come la rivincita del popolo contadino sulla “schiavitù della fame” ed è stato insignito del “Premio di Rappresentanza Medaglia del Presidente della Repubblica”. I Carnevali di San Giovanni in Persiceto, Cento, Manfredonia, Satriano, Acireale, Sciacca, Fano, Massafra, Offida, Striano (vorrei veramente citarne molti di più) sono da considerarsi fra i più noti ed i più seguiti.
Il Carnevale Ambrosiano, che si estende all’intera Diocesi di Milano, termina quattro giorni dopo la chiusura dei carnevali a rito romano.

Il Carnevale di Venezia

Venezia, che ha avuto il suo primo Carnevale nel 1094 attestato dal Doge Vitale Falier, annuncia l’inizio della manifestazione con il Volo dell’Angelo.
Ai giorni nostri, il costume locale più comune è la Baùta indossato sia da uomini che donne, costituito da una maschera bianca sotto un corno nero completata da un mantello. A questo si aggiunge una molteplicità di travestimenti variegati: uno spettacolo di dame e cavalieri che si snoda da piazza San Marco verso  campi e campielli.
Lo spettacolo è incredibile e attira turisti da tutto il mondo. Qui i pasticceri (scaeteri) producono fritole e galani fin dal 1100. La fritola è un tortello che può essere vuoto o ripieno con mille varianti. Sono dolci che possiamo chiamare “universali”: alla stessa famiglia appartengono  i krapfen, così come le zeppole napoletane e le frittelle di San Giuseppe.

I dolci tipici del carnevale

frittelle di carnevale

Chiacchiere, tortelli, gale, crostoli, lattughe, castagnole, frappe, cenci, bugie, zeppole, calde e croccanti, ornate da un velo di zucchero: sono un cibo dolce che fa pensare alla libertà del gusto. Messi in fila quante volte farebbero il giro del mondo? Una gigantesca ruota carnevalesca di coriandoli.

Qualche decennio fa ognuno di questi alimenti aveva la sua specifica identità perché si usavano i prodotti locali: ecco quindi le frittelle di riso, diffuse non solo dove il riso veniva coltivato, ma anche nelle località da cui provenivano le mondine. Nelle Marche primeggiavano le frittelle fatte con metà farina e metà patate; sulla costiera adriatica erano in auge i ravioli fritti e i dolci ripieni con frutta secca, miele e spezie. Altri fritti, la crema di semolino, le castagnole, le zeppole al miele, i baci di carnevale.

Verso sud le frittelle erano sempre più dolci; in Sicilia facevano tesoro delle usanze arabe, avevano un ripieno di mandorle, miele, succo di fiori di arancio, uva secca. In Sardegna aggiungevano al miele il formaggio fresco ed hanno dato origine alle sabaudas.

La fine del Carnevale viene spesso  rappresentato con l’accensione di un gran falò, un rito per scacciare i rigori dell’inverno, a significare la fine delle sregolatezze. Spesso dall’andamento del falò il mondo contadino trae auspici per la futura annata agraria.

Chiacchiere di Carnevale

Che Carnevale è senza le chiacchiere? Ecco una ricetta per farle a casa in pochi passaggi. 

Ingredienti

  • 500 g di farina bianca
  • 3 uova
  • 1 pizzico di sale
  • 125 gr di burro
  • 100 g di zucchero

Istruzioni

  1. 1 scorza grattugiata di un limone
  2. 1 bustina di zucchero a velo
  3. Intiepidire in un tegamino il burro, versarlo nella farina e impastare.
  4. Aggiungere le uova e la scorza di limone, il sale, amalgamando il tutto.
  5. Stendere il composto e tagliare a striscioline.
  6. Friggere in olio bollente e spolverare con zucchero a velo.

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