Felicità da prendere a morsi: i cibi per il buonumore

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 20/03/2018

Il buon cibo può regalare felicità e migliorare l’umore. In occasione della Giornata Mondiale della Felicità, che cade martedì 20 marzo,  indetta dall’Onu, sono stati divulgati  alcuni studi divulgati alcuni studi che collegano alcuni cibi. Nel World Happiness Report, il rapporto delle Nazioni Unite sulla felicità percepita nel mondo, l’Italia è al 47esimo posto, ma visti i prodotti e le ricette di cui dispone, viene da pensare di poter fare di meglio.

”Non rinunciare al gusto delle cose naturali” può offrire un motivo in più per cercare di vivere al meglio la celebrazione di domani. Secondo il Consorzio dei produttori altoatesini di mele della Val Venosta, i piccoli piaceri, come godersi ciascun morso della mela Kanzi, osservare il suo colore intenso, assaporarne l’aroma e la notevole quantità di fibra, il sapore e la consistenza mentre si mastica può essere uno stimolo a godersi la vita.

I 10 cibi salvaumore

Intanto, la piattaforma che si occupa di consegna di cibo a domicilio Uber Eats in collaborazione con Jozef Youssef, chef e studioso di gastronomia sperimentale, ha realizzato una ricerca a livello europeo indicando una lista dei primi 10 cibi che, incentiverebbero la  produzione di serotonina, noto anche come neurotrasmettitore della felicità. Tra questi: la patata dolce, il salmone, il kale cioè il cavolo riccio, la banana, i mirtilli, la carne rossa, il mango, la cioccolata, le noci e il kimchi, pietanza tipica della gastronomia coreana.Ricchi di triptofano, l’aminoacido che stimola la produzione di serotonina, sono invece pollo, carne rossa, cioccolato e arachidi.

Per lo chef, anche la consistenza e il colore degli alimenti, possono produrre effetti positivi.  Ad esempio i cibi croccanti e gommosi, insieme a cibi ricchi di antiossidanti come avocado, mango, mirtilli e fichi prevengono e alleviano lo stress. Per una  giornata intensa al lavoro, via invece al consumo di pesce, ricco di nutrienti.

Carboidrati e l’umore va su

Uber Eats ha inoltre rilevato che i carboidrati, insieme ai cibi verdi e gialli, come le banane, aiutano a ritrovare il buon umore. I dati dell’analisi segnalano, tra l’altro, che le persone tristi mangiano hamburger, pizza o dolci per sentirsi meglio.

Tra i prodotti che danno maggiormente piacere ci sono anche i lattiero caseari, almeno secondo Assolatte. Per l’associazione italiana lattiero casearia formaggi, burro, yogurt e latte sono alimenti che coinvolgono tutti i sensi e regalano veri attimi di soddisfazione. E sono anche ricchi di triptofano.

Una ricetta felice

Un’idea per godersi a inizio primavera un alimento goloso, ricco di carboidrati e formaggio? Ecco qui la ricetta della pizza di formaggio marchigiana. E in effetti, a sentire il profumo che sprigiona mentre la si prepara, si, ci si sente un po’ meglio.

Pizza di formaggio marchigiana

La ricetta originale della pizza marchigiana, tipica della tradizione e della colazione di Pasqua nella regione, a cura di Veronica e Carlo, autori del blog Il Soffio di Zefiro (link in fondo alla ricetta), specializzato in ricette marchigiane. Nella ricetta originale gli ingredienti sono pochi e precisi, come il tipo di formaggio (rigorosamente pecorino). Nulla vieta però di personalizzare la pizza con gli ingredienti che si preferiscono, aggiungendo ad esempio altri tipi di formaggio, come fontina, oppure anche solo Parmigiano reggiano. Sempre come alternativa alla versione originale, anziché creare una pizza marchigiana, si può prendere spunto dalla ricetta base per creare tanti muffin salati (il tempo di cottura però si riduce).

La tradizione vuole che la ricetta originale fosse accompagnata da uova sode benedette, ciauscolo o salame di Fabriano e vino rosso. 

Porzioni 4 persone

Ingredienti

  • 4 uova
  • 150 ml latte
  • 3 cucchiai olio extravergine d’oliva
  • 100 g Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 100 g pecorino grattugiato Meglio se di fossa
  • 500 g farina 00
  • 1 bustina lievito di birra secco o un cubetto di fresco
  • 1 cucchiaino sale
  • 1/2 cucchiaino zucchero
  • 1/2 cucchiaino noce moscata grattuggiata
  • 100 g Pecorino fresco a cubetti

Istruzioni

  1. Per preparare la Pizza di Formaggio Marchigiana, cominciate rompendo le uova in una ciotola molto ampia.
  2. Aggiungete il latte e l’olio e mescolate il tutto con una forchetta o con una frusta.
  3. Aggiungete la farina e il lievito di birra
  4. Mescolate bene gli ingredienti finché l’impasto non risulti liscio e ben amalgamato. Potete aiutarvi anche con la planetaria o la macchina del pane (con la funzione impasto)
  5. Dopo aver amalgamato bene gli ingredienti, aggiungete lo zucchero, il pepe e la noce moscata.
  6. Infine, aggiungete il pecorino e il parmigiano grattugiato, e se necessario, spostatevi a impastare su un piano di lavoro ben infarinato, per fare in modo che l’impasto non attacchi sulla superficie.
  7. Impastate fino a ottenere una palla liscia ed elastica. Lasciate lievitare per circa un paio in un ambiente caldo e umido, o nel forno spento con la luce accesa.
  8. Terminate le due ore, o comunque quando l’impasto sarà raddoppiato di volume, versatelo su una teglia rivestita di carta forno o unta con olio e spolverata di pangrattato.
  9. Tagliate a cubetti o listarelle abbastanza grosse il pecorino fresco e inseriteli verticalmente nell’impasto in più punti. Durante la cottura, i cubetti di formaggio fonderanno, creando così i caratteristici buchi della pizza di formaggio marchigiana.
  10. Lasciate lievitare per un’altro paio d’ore, trascorse le quali potrete procedere alla cottura.
  11. Cuocete la nostra pizza di formaggio a 160° per circa un’ora in forno ventilato.
  12. Verificate la cottura della pizza di formaggio marchigiana con la classica prova dello stecchino stecchino.
  13. Se non sarà ancora cotta a puntino, prolungate la cottura per una decina di minuti…
  14. Buon appetito

Note

Si ringraziano per le foto e la ricetta, Carlo e Veronica del blog Il Soffio di Zefiro, specializzato in ricette tipiche marchigiane. 

Condividi L'Articolo

L'Autore

giornalista