Roccaverano DOP: cambiano nome e disciplinare. Ecco perchè - InformaCibo

Roccaverano DOP: cambiano nome e disciplinare. Ecco perchè

Il Roccaverano DOP cambia nome e regole: il formaggio al 100% caprino prodotto a Roccaverano potrà essere chiamato solo "Roccaverano DOP" e non più robiola. Ecco perché.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 16/02/2023

Il Roccaverano DOP è un formaggio caprino che deve il suo nome al comune di Roccaverano, situato in provincia di Asti. Si tratta di un formaggio a pasta semidura che viene prodotto artigianalmente da diverse aziende del territorio, tutte affiliate al Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP. Il latte di capra, che rappresenta l’unico ingrediente ammesso, conferisce al formaggio un sapore intenso e un profumo caratteristico, che lo rendono particolarmente apprezzato dai consumatori.

Perché un nuovo nome?

Lo spiega il presidente del consorzio Fabrizio Garbarino:

«Nel nome abbiamo tolto il riferimento alla robiola, perché nell’immaginario collettivo la robiola è un formaggio molle e senza stagionatura, di latte vaccino, mentre il Roccaverano è prodotto solo con latte di capra, ha una consistenza totalmente differente dalla robiola industriale e può essere stagionato anche per 3 o più mesi . Il cambiamento nasce da una scelta unanime delle aziende produttrici, tutte iscritte al Consorzio di Tutela, spinte dalla volontà di non creare confusione nei consumatori che si avvicinano alla nostra DOP».

La storia del Roccaverano DOP è legata alla tradizione casearia del territorio, che risale a diversi secoli fa. Nel corso del tempo, la produzione di formaggi caprini si è sviluppata grazie alla presenza di numerose aziende agricole che allevano capre e producono il latte necessario per la realizzazione del formaggio. Oggi rappresenta un’eccellenza gastronomica del Piemonte, ma anche una fonte di reddito importante per le aziende del territorio.

Le modifiche al disciplinare

Disciplinare Roccaverano DOP

La modifica del nome e del disciplinare del Roccaverano DOP, che entra in vigore nel 2023, ha l’obiettivo di rafforzare la percezione di qualità del prodotto e di proteggerlo da eventuali imitazioni o contraffazioni. Come ha precisato il presidente del consorzio, il cambiamento non introduce alcuna novità nella produzione del formaggio, ma conferma le regole che i produttori hanno sempre rispettato. Il nuovo nome, in particolare, vuole mettere in evidenza la specificità del prodotto, che si differenzia da altri formaggi caprini presenti sul mercato.

fabrizio garbarino

«Il Roccaverano è invariato nel contenuto e nelle modalità di produzione, ma con il nuovo disciplinare il nostro Consorzio e i produttori che ne fanno parte consolidano il proprio impegno all’insegna della qualità, limitando esclusivamente a quello di capra il latte utilizzabile – dichiara Fabrizio GarbarinoPresidente del Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP –. Non si tratta di un nuovo limite: di fatto sono anni che produciamo il Roccaverano solo con il latte di capra, quello che mancava era che il regolamento lo riconoscesse».

 Fabrizio GarbarinoPresidente del Consorzio di Tutela del Roccaverano DOP

Il Roccaverano DOP

Il Roccaverano DOP può essere consumato da solo o abbinato ad altri prodotti tipici del territorio, come il vino Barbera d’Asti. Grazie al suo sapore deciso e al suo profumo intenso, è un formaggio ideale per arricchire insalate, pasta e risotti, ma può anche essere servito come antipasto, accompagnato da pane fresco e miele. In ogni caso, la scelta di utilizzare solo latte di capra al 100% garantisce la qualità del prodotto e la sua tipicità, che lo rendono un simbolo della gastronomia piemontese.

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