Spreco alimentare, 10 consigli per combattere i cambiamenti climatici - InformaCibo

Spreco alimentare, 10 consigli per combattere i cambiamenti climatici

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 18/06/2019

Dall’agricoltura all’allevamento fino all’imballaggio e alla distribuzione: le attività legate alla filiera agroalimentare sono responsabili del 25% delle emissioni globali di gas serra, tra le principali cause dei cambiamenti climatici. In pratica, ogni pasto comporta in media l’emissione di 2,5 Kg di CO2: per questo motivo, è fondamentale limitare gli sprechi di cibo che ad oggi invece costituiscono l’8% delle emissioni. Basti pensare che se fosse un Paese, lo spreco alimentare sarebbe il terzo al mondo (dopo Cina e Stati Uniti) per emissioni di CO2. Con il cibo infatti vengono sprecati anche terra, acqua ed energie che sono stati necessari per la produzione.

Per sensibilizzare cittadini e consumatori rispetto a queste problematiche, Too Good To Go, app contro lo spreco alimentare, ha raccolto dieci consigli per combattere i cambiamenti climatici partendo dalla propria tavola, perché anche la spesa e la dieta possono essere ecologiche.

Se fosse un Paese, lo spreco alimentare sarebbe il terzo al mondo (dopo Cina e Stati Uniti) per emissioni di CO2

Privilegiare prodotti sfusi

La maggior parte dei prodotti in commercio è avvolta in confezioni di plastica o in materiali non riciclabili. Prediligere prodotti alla spina (o sfusi) è uno dei primi passi da compiere in termini di salvaguardia ambientale, poiché consente anche di moderare le quantità e di acquistare solo ciò di cui si ha realmente bisogno.

Scegliere prodotti a Km zero

I trasporti via terra, aria o mare hanno un elevato impatto sull’ambiente e influiscono anche in termini economici, andando a pesare sulle spese d’ogni giorno. Preferire i prodotti a chilometro zero o a miglio zero (se si parla di quelli ittici) è quindi non soltanto una buona pratica nei confronti dell’ambiente, ma anche un incentivo a supporto dell’economia locale.

Comprare prodotti di stagione

Mangiare seguendo il ciclo naturale e stagionale degli alimenti permette di rispettare l’ambiente sotto tanti punti di vista. Si evita l’inquinamento dovuto al trasporto dall’estero nonché l’eventuale uso di fertilizzanti e prodotti chimici, che mettono sotto pressione i terreni agricoli e snaturano il ciclo stagionale delle colture. Non solo: mangiando prodotti di stagione si viene incontro anche alle necessità del proprio corpo. La natura, infatti, fa crescere gli alimenti in periodi specifici per sopperire a carenze che dobbiamo affrontare per la mancanza di sole, la facilità ad ammalarsi o l’elevata sudorazione: è il caso degli agrumi, che sono un vero concentrato di vitamina C nei mesi invernali, o dell’anguria, che ci riempie d’acqua in quelli estivi.

Preferire l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia

In Italia ogni anno vengono utilizzate tra i 7,2 e gli 8,4 miliardi di bottiglie di plastica (dossier Legambiente): un’abitudine decisamente dannosa per l’ambiente, considerando che non soltanto che il 90% delle plastiche prodotte deriva da materie prime fossili vergini ma anche l’81% dei rifiuti trovati sulle coste italiane è rappresentato dalla plastica (Beach Litter 2019). E’ fondamentale quindi limitare il consumo di acqua in bottiglia, considerando che l’alternativa è a portata di rubinetto, che in quasi tutte le città italiane offre acqua potabile. Esistono inoltre i depuratori che, collegati direttamente alla rete idrica, purificano l’acqua prima che arrivi in bicchiere (bypassando o sfruttando al meglio il rubinetto). Ulteriore soluzione: scegliere di usare bottiglie in vetro e riempirle alla fonte, ove possibile. E per quando si è fuori casa, basta portare con sé una borraccia, da riempire presso fontane e fontanelle.

Raccolta differenziata degli scarti organici

La tavola green si vede anche dalla raccolta differenziata: gli scarti organici vanno differenziati correttamente per poterli avviare alla trasformazione in compost, fertilizzante naturale che restituisce sostanza organica alla terra, adatto anche per l’orto di casa, e in biometano, carburante a zero emissioni che può essere utilizzato sia per l’immissione in rete sia per l’autotrazione. Un vero e proprio esempio di economia circolare: ciò che era rifiuto diventa una risorsa importante per nutrire la terra. Con l’umido possono essere raccolti tutti gli scarti di preparazione dei cibi, sia di tipo vegetale che animale, il sughero e i resti di cibo secco degli animali domestici, i fiori appassiti e i fazzoletti di carta o dei tovaglioli (sporchi di cibo o usati durante il raffreddore), purché non imbevuti di detergenti o prodotti cosmetici o non eccessivamente ricchi di stampe e colori. Non vanno invece raccolti con l’umido oggetti in vetro, metallo, plastica, lattine, scarti di legname trattato o verniciato.

Prima di considerare un prodotto non più buono, verificarne la freschezza

Volete verificare la freschezza dei prodotti che avete in frigorifero? Nel caso delle uova è molto semplice: per scoprire se sono ancora buone da cucinare basta seguire il suggerimento di Too Good To Go, che ha anche realizzato un divertente video. È sufficiente riempire una ciotola con dell’acqua ed immergere l’uovo: se va a fondo poggiandosi su un lato è ancora fresco, mentre se lo fa rimanendo dritto va consumato il prima possibile. Se invece galleggia, purtroppo, non può più essere utilizzato in cucina.

Fare la spesa con le shopper riutilizzabili

Una buona regola, che si vada a fare spese oppure no, è tenere sempre in borsa o in auto una shopper riutilizzabile, preferibilmente di stoffa. Occupa pochissimo spazio, è robusta e riduce il consumo di carta o plastica, entrambi materiali usati solitamente per la realizzazione delle shopper.

Utilizzare gli scarti e gli avanzi per ricette originali

La cucina è fatta anche di creatività, ottima alleata contro gli sprechi. Le bucce di patate, se lavate con cura, possono essere fritte e gustate con un po’ di sale e qualche salsa, mentre il pane vecchio può essere grattugiato e usato come base per alcuni dolci (come lo strudel). Anche le foglie di ravanelli, normalmente scartate, possono essere utilizzate per creare un pesto saporitissimo. Basta un po’ di inventiva.

Utilizzare prodotti amici dell’ambiente per l’igiene personale e le stoviglie

Molti detersivi e saponi liquidi attualmente in commercio sono deleteri per l’ambiente, ma esistono tante soluzioni naturali che possono sostituirli e che sono altrettanto facili da reperire. Una di queste è il sapone di Marsiglia, efficace sia per le stoviglie sia per l’igiene personale. Un ottimo alleato sia in cucina che sotto la doccia.

Salvare cibo fresco invenduto con Too Good To Go

Per contribuire alla lotta contro lo spreco, l’app Too Good To Go ha creato le Magic Box, un’idea innovativa grazie alla quale bar e ristoranti possono mettere in vendita il cibo invenduto a fine giornata a prezzi ridotti. I consumatori non devono far altro che geolocalizzarsi, cercare i locali aderenti, ordinare la propria Magic Box, pagarla tramite l’app e andarla a ritirare nella fascia oraria specificata per scoprire cosa c’è dentro. Una soluzione che permette di mangiare buon cibo, risparmiare e, molte volte, concedersi una pausa dai fornelli. In pratica, come il tradizionale ordinare d’asporto, ma in più si aiuta l’ambiente e si contribuisce a evitare lo spreco alimentare.

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L'Autore

Giornalista

Giornalista e digital strategist per ViaBagutta Comunicazione. Scrivo di food & beverage per testate di settore come Informacibo.it e Osserva Beverage de La Repubblica. Curo "Onde", una newsletter dedicata ai temi della comunicazione e "Blu Mediterraneo", community per gli amanti del mare.