Verso Seeds &Chips 2019: Italia “place to be” per cibo e innovazione

Verso una blockchain tutta italiana per tutelare prodotti e filiere. Anticipazioni sulla prossima edizione del summit

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 06/08/2018

Toccare con mano quello che l’innovazione tecnologica, anche nel campo dell’agrifood, può portare nella vita quotidiana. E’ una delle nuove sfide della prossima edizione di Seeds & Chips, il summit internazionale su food e innovazione, in programma dal 6 al 9 maggio 2019 ai padiglioni di Rho Fiera, in contemporanea con TuttoFood.

Un’edizione che promette di essere ancora più grande, partecipata, e vissuta. Lo anticipa il fondatore Marco Gualtieri:

“Quest’anno ci saranno molti più Paesi partecipanti, avremo sicuramente molti più padiglioni rispetto agli anni anni precedenti”.

Marco Gualtieri, il fondatore di Seeds & Chips
Marco Gualtieri, il fondatore di Seeds & Chips, parla della prossima edizione

Le novità di Seeds & Chips 2019

La novità, anticipa Gualtieri, saranno le due aree “esperienziali”:

“Una dedicata alla casa e una alla fattoria: i visitatori potranno percorrere itinerari all’interno di ricostruzioni di un ambiente abitato e di uno agricolo, per toccare con mano che tipo di innovazioni possono entrare nelle nostre case. Soluzioni proposte da espositori che poi saranno presenti anche nei padiglioni, ma che si potranno “vivere” “

Dalle soluzioni antispreco o legate al cibo al benessere animale e agricoltura di precisione: le innovazioni più smart saranno protagoniste di percorsi espositivi tematici insomma per comprenderne sul campo le possibilità di applicazione nella vita quotidiana.

seeds&chips2019
Le ricostruzioni di una casa e di una fattoria permetteranno ai visitatori percorsi alla scoperta delle innovazioni sul campo

Un summit da “export”

E’ un momento importante per Seeds & Chips,  che ha visto crescere l’interesse internazionale verso il format. La manifestazione è pronta per essere riproposta all’estero, in paesi chiave:

“In questo momento abbiamo 9 richieste da 7 nazioni (due proposte arrivano dagli stessi stati, Australia e Cina) per “esportare” S&C . Un’opportunità che stiamo valutando. Fin dall’inizio abbiamo pensato che il summit potesse diventare un appuntamento itinerante anche all’estero, mantenendo sempre l’edizione italiana come evento principale”

Un capitolo speciale Gualtieri lo dedica all’Africa:

“Di sicuro stiamo seguendo con particolare attenzione l’Africa e pensiamo a un’ edizione tutta africana. Perché li ci sono le grandi sfide, i grandi problemi, molto di più di quello che possiamo conoscere e sapere e da quello che ci viene raccontato. Ma anche grandi opportunità. E’ importante andare li e portare ecosistema e innovazioni nel territorio, con il contributo delle realtà, start up e innovazioni locali. A inizio settembre sarò in Africa per incontrare delegazioni e capi di stato su questo tema. Un paese lo abbiamo già individuato e credo che potrebbe essere l’Etiopia ,ma la mia idea sarebbe ogni anno di toccare un paese diverso”. 

Verso una blockchain made in Italy

Tra i temi chiave dell’edizione 2019 di Seed and Chips ci sarà di nuovo ampio spazio alla tecnologia blockchain.  Una tecnologia chiave anche per la tutela dell’autenticità e delle filiere made in Italy.

Il summit milanese d’altronde è stato tra i primi a dare spazio a questa tecnologia che per Gualtieri:

In futuro avrà un impatto ancora maggiore di quello che è stato internet 25 anni fa.  Perché cambierà molti settori . Se noi portiamo questo concetto nel mondo del cibo, o nella tracciabilità delle filiere, avremo la possibilità di certificare i prodotti in modo certo, sicuro, non modificabile. Elementi fondamentali dell’agroalimentare perché difendono la sicurezza alimentare e garantiscono un prodotto. Oggi  il mondo chiede questo: storie, autenticità, valori. L’Italia ha un patrimonio immenso in questo senso e la tecnologia può aiutarla a valorizzarlo e tutelarlo.

 In parallelo stiamo cercando di creare un progetto di blockchain italiana, dove poter giocare da protagonisti a livello internazionale.

Un progetto non esclusivamente per l’Italia, ma dove l’Italia sia dentro la cabina di regia. C’è l’opportunità. E alcuni grandi player internazionali disponibili a ragionare a questa operazione”.

Italia leader nell’agrifood

L’Italia ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da leader nel campo dell’alimentazione. Ne sono convinti i due iper-cluster di scienze della vita (Alisei) e agrifood (Cnal) che qualche settimana fa hanno firmato un accordo proprio per questo obiettivo, e ne è convinto anche Gualtieri:

“Da anni lavoro affinchè l’Italia venga considerata the place to be, a livello internazionale: è il mio scopo. Ne sono assolutamente convinto, abbiamo le competenze, Expo ha avuto portata pazzesca, anche per quello che ha rappresentato, come punto di svolta e modo di pensare al cibo e sfide del futuro. Poco tempo fa è venuta qui una delegazione della Silicon Valley, che al momento non ha presenza in italia, che ha deciso di aprire proprio nel campo del food tech. Rispetto a qualche anno fa, il Paese è pronto ad accogliere questi progetti”. 

Per questo, enti e realtà del settore cominciano a cooperare e “fare sistema”. Anche le fiere. Quella del 2019 sarà un’edizione che vedrà ancora più “dialogare” Tuttofood con Seeds and Chips (negli anni dispari il summit si svolge a Rho Fiera in concomitanza di Tuttofood, mentre negli anni pari è a MiCo, ndr). Stessa location, identità ben definite per entrambi, ma anche punti di contatto.

“ Saremo ancora più insieme rispetto all’ edizione precedente: c’è una grande sinergia, lavoriamo a 4 mani per fare sistema – anticipa Gualtieri – Ognuno dei due eventi manterrà una sua identità ma faremo in modo di costruire un’offerta completa.  L’obiettivo è attirare più operatori internazionali possibili”.

A proposito di ospiti, negli anni passati, dal palco Seeds&Chips sono passate personalità come  Barack Obama e l’ex segretario di Stato John Kerry:

“Anche il prossimo anno avremo nomi importanti. Non anticipo per ora, ma verranno grandi personalità. Questo non per togliere ovviamente rispetto ai centinaia di speaker che hanno curriculum e capacità eccellenti, ma per aiutare a richiamare l’attenzione mediatica a livello internazionale non solo sull’ evento ma anche su quello che trattiamo”.

L’impegno con Paolo Palumbo

Infine, la solidarietà: il lavoro di Gualtieri si è sempre mosso su due binari, dove a fianco dei grandi progetti di innovazione camminano partecipazioni a campagne solidali. Gualtieri è impegnato a supportare lo chef Paolo Palumbo nella lotta alla Sla e nella creazione dello SLA Dream Team, il pool internazionale per combattere la SLA. Il lavoro prosegue e l’associazione sta creando un’infrastruttura più solida per portare avanti i molti progetti in cantiere. (Per info e donazioni Io Sto Con Paolo)

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