La birra artigianale e gli italiani, un amore sempre più grande

di Simone Pazzano

Ultima Modifica: 06/03/2018

Il mondo della birra artigianale comincia a parlare anche italiano. Sia dal punto di vista dei consumi che della produzione. In dieci anni i microbirrifici in Italia sono aumentati del 400%: dai 132 attivi nel 2005 ai 670 del 2015. È quanto emerge dallo studio internazionale “Economic Perspectives on Craft Beer. A Revolution in the Global Beer Industry”, appena pubblicato a cura di Christian Garavaglia, docente di economia presso l’Università di Milano Bicocca.

beer attraction

Una crescita che attira i macro produttori

Presentato nel corso di Beer Attraction 2018, alla Fiera di Rimini, il rapporto mostra come nel quinquennio 2010-2015, dopo Stati Uniti, Spagna e Regno Unito, l’Italia è la nazione che ha riscontrato la crescita annuale più alta nel numero dei birrifici: +71,8 in media. Un dato che fa riflettere se si considera che è superiore a quello di Paesi con una vocazione brassicola molto più radicata della nostra: Belgio e Germania, ad esempio, che sono cresciute rispettivamente di 15,2 e 9,8 microbirrifici all’anno. Il settore cresce al punto di attirare l’attenzione dei macro produttori che, come spiegato da Christian Garavaglia, hanno cominciato a produrre birre sullo stile delle craft beer, puntato su ingredienti locali, effettuato operazioni di re-styling del brand e ovviamente acquisito anche microbirrifici. Secondo lo studio, il boom è frutto del cambiamento negli stili dei consumi e della nascita di una domanda di prodotti agro-alimentari più sofisticata.

Un ulteriore spunto giunge dall’analisi svolta da Coldiretti su dati Istat sul commercio estero, sempre in occasione di Beer Attraction. Nel 2017 in Italia il consumo di birre inglesi è crollato del 79% e le importazioni dalla Germania hanno fatto registrare un significativo -31%. Due Paesi che insieme rappresentano un terzo della birra straniera consumata in Italia. Per Coldiretti si tratta del segnale di un’avanzata dei boccali Made in Italy, dovuta alla crescita della rete di micro birrifici artigianali: attualmente la produzione è stimata in 50 milioni di litri e tra birre artigianali e industriali la filiera vale complessivamente circa 6 miliardi di euro.

birra artigianale italia

L’importanza di saper comunicare

Dati interessanti, non solo per gli addetti ai lavori, quelli presentati da Silvio Menghini, dell’Università di Firenze, per l’Osservatorio delle birre artigianali. Il consumo di birre speciali nella GDO passa dai 10.771.000 euro del 2014 ai 32.632.000 del 2017. Le imprese del settore passano dalle 650 del 2015 alle 1.058 del 2017, con un incremento del 63%. Gli addetti aumentano dai 7.894 del 2015 ai 9.284 del 2017, con un +18%. Quali sono quindi le sfide del settore? “Crescere in formazione, ma anche in comunicazione“, sottolinea Menghini durante Beer Attraction, “ormai non è sufficiente produrre una birra di alta qualità, occorre saperla vendere e promuovere adeguatamente“.

Segnali importanti dalle esportazioni

Secondo un report realizzato da Antonietta Kelly di ICE UK e presentato da ICE . Italian Trade & Investment Agency, l’Italia è il quarto Paese esportatore di birra in Gran Bretagna, dopo Irlanda, Messico e Olanda. Un mercato che ha visto crescere costantemente negli ultimi 4 anni la richiesta di birra di qualità da parte dei consumatori. Sempre più orientati verso produttori artigianali e in particolare alla ricerca di birre lager premium o d’importazione. Dati e analisi confermati anche dall’esperienza di piccoli produttori italiani, esportatori in UK, come il Birrificio Italiano e Brewfist. Quest’ultimo commercializza con successo le sue etichette a Londra, Leeds, Manchester: “Le nostre birre sono richieste in ristoranti di qualità e anche in pub, dove siamo presenti anche alla spina. Le preferite sono le lager ma ormai il 25% della nostra produzione, attorno ai 7.500 ettolitri, è destinata all’estero. Oltre al Regno Unito, vendiamo In USA, Australia, Russia e Spagna“, ha spiegato Roberto Mazza, responsabile commerciale estero di Brewfist.

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Una spinta per l’occupazione

Da segnalare poi come il trend della birra artigianale si stia riflettendo anche sul mondo del lavoro. Una crescita che sta dando una forte spinta all’occupazione, soprattutto tra gli under 35, che sono i più attivi nel settore. Inevitabilmente questo sviluppo sta portando anche alla nascita di nuove figure professionali – come spiega Coldiretti – tra cui il sommelier della birra: un professionista che conosce i fondamentali storici dei vari stili di birra, sa interpretarne i caratteri principali (stile, gusto, composizione, colore, corpo, sentori a naso e palato, eventuali difetti) e suggerire quindi gli abbinamenti ideali con primi piatti, carne o pesce e dolci.

Il mercato che si sta delineando sempre più chiaramente è quindi frutto dell’azione dei consumatori che negli ultimi anni hanno consumo local e, in diversi casi, si sono indirizzati anche verso l’homebrewing, e di giovani che hanno percepito in tempo questa domanda e investito in una passione.

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L'Autore

Giornalista

Curioso prima di tutto, poi giornalista. E questa curiosità della vita non poteva che portarmi ad amare i viaggi e il cibo in ogni forma. Fotocamera e taccuino alla mano, amo imbattermi in storie nuove da raccontare.