Come leggere il codice delle uova: scadenza, allevamento, provenienza

Come leggere il codice delle uova e capire scadenza, tipo di allevamento e provenienza

Ecco come leggere il codice presente sulle uova, capire la provenienza, il tipo di allevamento e se è ancora fresco.

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 13/10/2022

Come si legge il codice sulle uova? Come decifrare la sequenza di numeri e lettere impressa in nero sui gusci delle uova che compriamo al supermercato?

Leggerla è facile ed è un modo affidabile e sicuro per sapere da dove provengono le uova che stiamo acquistando, da che tipo di allenamenti, da quale Paese, provincia, comune e perfino da quale allevamento.

Oltre alla data di scadenza e a quella di deposizione delle uova, infatti, sul guscio (e non sulla confezione) troviamo una sequenza di 11 caratteri alfanumerici. Sembrano senza senso e invece ci spiegano tutto sull’uovo che abbiamo tra le mani.

L'infografica su come si legge un uovo a cura di Uovoitaliano.it
L’infografica su come si legge un uovo a cura di Uovoitaliano.it

Tipi di allevamenti delle uova

Il primo numero è quello che indica il tipo di allevamento: galline allevate a terra, all’aperto, all’aperto, biologiche.

I metodi di allevamento si distinguono in:

0 – Allevamento all’aperto e biologico. Galline alimentate con mangime biologico che passano all’aperto almeno un terzo della loro vita, con uno spazio di 4 mq a disposizione di ciascuna.

1 – Allevamento all’aperto (1 gallina ogni 2,5 mq). Qui le galline possono razzolare all’esterno e hanno uno spazio di almeno 2,5 mq con nidi, trespoli e lettiere. Densità massima: 9 galline per metro quadro.

2 – Allevamento a terra. Massimo 9 galline in 1 mq, in capannoni chiusi senza stare in gabbia.

3 – Allevamento in gabbia. Le galline vengono allevate in gabbie di almeno 750 cm quadrati (tenete conto che un foglio A4 ha una superficie di 624 cm quadrati) dove hanno lettiera, acqua e cibo a volontà ma non la libertà di muoversi. In una gabbia possono stare al massimo 25 galline per metro quadro.

Il resto del codice

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Dopo il tipo di allevamento, quindi un numero che può andare da 0 a 3, c’è una sigla di due lettere: indica la nazione di provenienza e infatti quasi sempre troviamo la dicitura IT, cioè Italia. È molto raro trovare altri codici perché l’Italia è in grado di rispondere al fabbisogno di uova dei suoi abitanti.

In seguito, tre numeri indicano il codice Istat del comune di provenienza, seguiti dalle due lettere che ne determinano la provincia.

Infine, gli ultimi tre numeri indicano il codice specifico dell’allevamento, per risalire in caso di necessità all’allevamento esatto dove sono state prodotte quelle uova.

Quale è meglio?

Secondo alcuni studi scientifici, come riportato sul libro Le bugie nel carrello di Dario Bressanini, edito da Chiarelettere, alcuni studi e ricerche condotti hanno determinato che per quanto riguarda qualità e gusto non ci sia molta differenza tra le uova di tipo 3 e quelle di tipo 0, cioè il codice delle uova biologiche.

Quelle all’aperto sono più ricche di tuorlo, con guscio più duro e le galline con piumaggio più fitto. Resta da valutare al momento dell’acquisto la scelta che ciascun consumatore può fare a vantaggio del benessere animale.

Come vedere se le uova sono fresche

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Il codice (e non solo) può aiutarci a capire se le uova sono fresche, caratteristica imprescindibile in cucina soprattutto se bisogna preparare creme, condimenti a crudo come la maionese, la caratteristica pasta all’uovo o ancora le uova strapazzate.

Riportate sulla confezione esterna possiamo infatti leggere la data di scadenza, la denominazione dell’azienda di origine e/o di imballaggio e la categoria di qualità e peso delle uova.

L’uovo fresco galleggia?

C’è anche un metodo per capire se le uova sono fresche, un antico rimedio della nonna accertato anche dalla scienza: la prova dell’acqua. Il guscio di un uovo infatti è poroso. Man mano che l’uovo invecchia fa entrare aria al suo interno, rendendolo più leggero.

Per capire quindi se l’uovo è ancora fresco, basta immergerlo in un bicchiere d’acqua:

  • se affonda, allora è fresco.
  • Se resta a metà bicchiere, non è freschissimo: non è da buttare ma anziché usarlo per la crema di mascarpone preferite cucinarlo con una bella frittata.
  • Se invece galleggia, meglio cambiare menù.

È importante non sprecare mai del cibo, anche nel caso delle uova. Quindi ricordate di consumarle prima della data di scadenza per non incorrere in rischi o in sprechi inutili. Tenete conto che la vita media di un uovo è circa 28 giorni, ma sarebbe meglio consumarlo entro 15 per mantenere intatte proprietà e gusto.

Uovo fritto al tegamino

Pochi semplici passaggi e ingredienti freschi per un grande classico della cucina veloce: l'uovo fritto. Ecco come farlo alla perfezione

Porzioni 1 persona

Ingredienti

  • 1 uovo fresco
  • 1 filo olio extra vergine di oliva
  • qb sale
  • qb pepe

Istruzioni

  1. Scaldare un filo di olio in una padella antiaderente. 

  2. Rompere l'uovo in una ciotola e poi farlo slittare nella padella già calda, stando attenti a non rompere il tuorlo

  3. Cuocere a fuoco medio per circa 1 minuto al massimo. 

  4. Abbassare il fuoco e lasciate cuocere delicatamente con il coperchio per altri 5 minuti. Un minuto meno per un tuorlo cremoso, un minuto in più se preferite un tuorlo più solido. 

  5. Aggiustare di sale e pepe e portare in tavola. 

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L'Autore

giornalista