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#SiAsiagoDop: il consorzio tra malghe e ristoratori per far vivere prodotto e territorio

di Alessandra Favaro

Ultima Modifica: 19/07/2021

Le malghe sono dei pascoli alpini caratteristici dell’Altopiano dei 7 Comuni. E in alcune di queste viene prodotto un formaggio famoso a livello internazionale: l’Asiago Dop.

Un formaggio che riesce a coniugare usanze antichissime e un particolare appeal diventando protagonista di un tagliere semplice in rifugio o di una cena gourmet e ricette sofisticate.

Una vocazione che è emersa durante la prima edizione di Asiago in Punta di Dita, dove l’intero Altopiano dei 7 Comuni ha mostrato questa versatilità in grado di parlare ai più tradizionalisti e ai più giovani, a innovatori e romantici. Sia nel piatto che nell’offerta turistica.

Le malghe dell’Altopiano di Asiago

Tra le protagoniste delle varie tappe tra i comuni dell’Altopiano non potevano mancare le malghe: costruzioni rustiche di pietre e di legno con stalla e abitazione per il malgaro, pastore o casaro che accompagna il bestiame o lavora il formaggio.

In accordo con le antiche regole dell’Altopiano, sono ancora un patrimonio della comunità, non sono private, e vengono affidate in gara ai residenti altopianesi in quanto titolari di uso civico.  La base d’asta, ancora oggi, è espressa in litri di latte.

Oggi sull’Altopiano dei Sette Comuni (VI), le malghe sono una novantina. In 30 si produce anche il formaggio.

Volete mettere l’emozione di assaggiare in uno di questi luoghi una fetta di autentico formaggio di malga? In questi pascoli e rifugi nasce anche il famoso Asiago Dop e il consorzio collabora attivamente con il territorio per sostenere la cultura delle malghe e far vivere questi luoghi.

L’Asiago delle malghe

Ne parliamo con Luca Cracco, responsabile marketing presso il consorzio di tutela del Formaggio Asiago ente che raccoglie una quarantina di produttori della famosa Dop. Lo vedete anche nella foto in alto, durante Asiago 7 Comuni In Punta di Dita, con un malgaro e una forma di Asiago.

Luca Cracco
Luca Cracco

Produttori di varie dimensioni, dalle aziende più grandi fino al piccolo malgaro. “Di questi 40 soci 10 sono malghe: rappresentano una quota molto importante tra le aziende, per noi una parte che rappresenta meglio l’alta qualità del prodotto e l’autentico legame con il territorio, – spiega Cracco – caratteristiche  che, per l’Asiago Stravecchio prodotto in malga nel periodo estivo sono riconosciute anche del Presidio Slow Food”.

Gioco di squadra

Il consorzio ha sostenuto l’evento  di settimana scorsa, Asiago in Punta di Dita, che ha permesso a giornalisti e addetti ai lavori di scoprire l’Altopiano dei 7 Comuni grazie ai suoi chef, prodotti locali e borghi.

 

“Asiago in Punta di Dita è stato un grande esempio di lavoro di squadra di tutto il territorio, dove enti, associazioni, aziende, si sono messi insieme per realizzare qualcosa di grande e di supporto al territorio.  Un po’ lo stile del consorzio, che raggruppa tante aziende diverse per realizzare un prodotto speciale. E d’altronde l’Asiago, uno dei prodotti simbolo di queste zone, non poteva mancare. Siamo una Dop, e quindi con un forte legame con il territorio.  Iniziative come queste ci piacciono moltissimo: si fa rete, come una squadra di calcio, con lo stesso obiettivo, andando a creare tutti insieme qualcosa di davvero grande che valorizza tutta la comunità locale” aggiunge Cracco.

Made in Malga

D’altronde non si può non parlare di cucina altopianese senza parlare di Asiago, di natura e di malghe.

E la buona notizia è che i grandi eventi continuano: mentre per il prossimo anno si guarda a  un’edizione ancora più grande e aperta al pubblico di Asiago in Punta di Dita,  è stata confermata l’edizione 2021di Made in Malga, evento nazionale dei formaggi di montagna di cui il consorzio di Asiago è tra i main partner, che si terrà dal 3 al 5 e dal 10 al 12 settembre.

“Il consorzio è da molti anni partner della manifestazione, proprio per sostenere e supportare la cultura delle malghe. L’Altopiano merita di diventare la capitale delle malghe, anche perché ha l’estensione più grande di tutta Europa. È un evento molto atteso e sentito che, nel rispetto dei vincoli del momento, offrirà un’occasione unica per incontrare circa un centinaio di produttori di montagna provenienti da tutta Italia . Un appuntamento che celebra il territorio dell’Altopiano dei 7 Comuni e la sua principale e più nota produzione, Asiago DOP”.

#SiAsiagoDop

Nel frattempo il consorzio ha avviato anche un grande progetto di sostegno ai ristoratori. Un piano articolato di ampio respiro, che coinvolge le Confcommercio locali dove si produce Asiago Dop. A questo si aggiungono accordi con Gambero Rosso e con  Jre (Jeunes Restaurateurs d’Europe).

“Abbiamo creato una rete virtuosa con la quale lavoreremo per esaltare il valore della materia prima di qualità certa, l’alimentazione naturale, il legame tra lavoro dei casari e gli chef. Sarà un percorso molto coinvolgente, dove Asiago DOP e i ristoratori si impegneranno a creare, divulgare,  promuovere e interpretare la ripartenza e il nuovo sentire di tutti noi ”.

L’iniziativa, che andrà anche sui media e sui social, è accompagnata dall’hashtag  #siasiaodop.

“Un appello alla Ripartenza” sottolinea Cracco “Dicendo si. Una parola bellissima che significa apertura, uno degli auguri più belli e profondi da poter fare in questo momento”.

Prodotto autentico locale, ingrediente prezioso per la ristorazione, e anche ottimo compagno informale per aperitivi e social eating.

Nel nuovo spot, Asiago Dop punterà proprio su questo suo aspetto più fresco, puntando sui valori dei momenti di stare insieme e sulle mille occasioni per assaporarlo.

Asiago e vini: gli abbinamento consigliati

Prima di salutare Luca Cracco, gli chiediamo alcuni consigli per abbinare questo formaggio e assaporarlo al meglio.

“Abbinandolo a un vino consiglio un abbinamento che esalti gusto ma anche territorio. Attorno all’Altopiano e in tutto il Veneto ci sono moltissimi ottimi vini: dal Prosecco Doc e Docg che si sposa bene ad esempio con un Asiago Fresco. Questo formaggio, prodotto con latte intero risulta quindi più grasso in bocca e una bollicina è perfetta per rinfrescare il palato”.

E con l’Asiago più stagionato?

Consiglio, con un Asiago Mezzano (stagionatura da 4 a 10 mesi) un bel bicchiere di Valpolicella superiore; con un Asiago Vecchio (stagionatura da 10 a 15 mesi)  un Ripasso, mentre con un Asiago Stravecchio (stagionatura oltre i 15 mesi) un intramontabile Amarone.

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