Oroscopo in Cucina: Vergine

Cous cous, assoluto di gambero rosso, fico d'india, pistacchi, limone candito e finocchietto

di Giulia Milani

Ultima Modifica: 05/08/2021

Dal 23 agosto entriamo nel segno della Vergine. È il momento quindi di scoprire le caratteristiche di questo segno, la ricetta e l’ingrediente che più gli si addicono con la rassegna dell’Oroscopo in Cucina. Dalla collaborazione di Informacibo con il pastificio La Molisana sono nate infatti 12 diverse ricette, ognuna creata appositamente per un segno zodiacale, con l’ingrediente e il formato di pasta che più si addicono alla sua personalità. Ogni preparazione potrà poi essere servita sul piatto da portata della Capsule Collection La Molisana dedicato al suo segno.

Alla Vergine lo chef Stefano De Gregorio ha dedicato il Cous cous, assoluto di gambero rosso, fico d’india, pistacchi, limone candito e finocchietto.

Vergine, segno mobile di Terra

La Vergine è il sesto dei 12 segni zodiacali, situato tra Leone e Bilancia. Il Sole si trova in questo segno nel periodo che va, all’incirca, dal 23 agosto al 22 settembre. È un segno di Terra, come il Toro, ma mobile, come i Gemelli, governato da Mercurio, simbolo di velocità, intelligenza e vivacità mentale.

Mercurio infonde ai nati in questo periodo capacità diplomatiche, contrattuali e la dote di saper volgere le situazioni a proprio vantaggio. L’elemento Terra invece conferisce un profondo senso dell’ordine e delle regole. I nati sotto il segno della Vergine sono infatti caratterizzati da razionalità e logica. La loro personalità, spesso, non può prescindere da serietà, rigorosità, organizzazione, ordine, precisione, perfezionismo e attenzione ai dettagli. Possono risultare infatti meticolose e critiche, con un temperamento a volte inquieto e ossessivo. Si tratta comunque di persone concrete, affidabili con un forte senso del dovere.

Anche dal punto di vista affettivo tendono molto a suddividere cuore e ragione. L’amore per i Vergine è un sentimento irrazionale, sinonimo di instabilità. Ciò li spaventa e li frena nel lasciarsi andare. Tuttavia, quando sentono di potersi davvero fidare, si lasciando andare completamente, dimostrandosi teneri, fedeli e leali.

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La ricetta: Cous cous, assoluto di gambero rosso, fico d’india, pistacchi, limone candito e finocchietto

Ai nati sotto il segno della Vergine lo chef Stefano De Gregorio ha dedicato il Cous cous, assoluto di gambero rosso, fico d’india, pistacchi, limone candito e finocchietto, piatto con cui ha vinto il Cous Cous Fest nel 2015.

Per realizzarlo ha utilizzato il Cous cous n.621 de la Molisana. L’utilizzo di questo particolare tipo di pasta, costituita da granelli di semola di frumento cotti a vapore, è una sfida al carattere rigoroso dei Vergine, e un invito a superarsi, accontentando anche la loro voglia di leggerezza. 

Gli ingredienti con cui lo chef ha voluto condire questo cous cous sono ingredienti estivi: il gambero, il fico d’india, i pistacchi, il limone e il finocchietto. I Vergine nascono alla fine dell’estate, trovandosi in mezzo ad una stagione ancora ricca, calda e piena di vita ma andando verso l’autunno, periodo più secco e povero. Come nella famosa favola di Esopo, la cicala e la formica, i Vergine sono un segno operoso che deve quindi fare provviste estive per l’inverno. 

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Cous cous, assoluto di gambero rosso, fico d’india, pistacchi, limone candito e finocchietto di chef Stefano De Gregorio

Il pistacchio: l’ingrediente della Vergine 

Il pistacchio è il vero protagonista di questo piatto, ingrediente della Vergine. Ha infatti una forte valenza simbolica: rimanda alla nascita, alla Terra. L’elemento Terra è ciò che spinge la Vergine ad avere un costante desiderio di stabilità e di creare forti legami con l’ambiente e le persone. 

Il pistacchio, tra i frutti secchi più apprezzati, è il seme dell’omonima pianta (Pistacia vera), un albero da frutto appartenente alla famiglia delle Anacardiaceae e del genere dei Pistacia. È originario del Medio Oriente, dove veniva coltivato già in età preistorica e dove tuttora ci sono coltivazioni di rilevanza internazionale. In Italia, rinomati sono i pistacchi di Bronte, Adrano sulle pendici dell’Etna, e Raffadali, tutelati dal marchio DOP “Pistacchio Verde di Bronte” e i pistacchi di Stigliano, in provincia di Matera. Grazie a queste eccellenze la produzione è passata da una produzione di 2.400 tonnellate nel 2005 a 2.850 tonnellate del 2012, facendo diventare la nostra penisola il settimo produttore al mondo.

Una volta raccolti ed essiccati, i pistacchi possono essere sfruttati in cucina in tantissimi modi diversi. Vengono consumati al naturale, spesso tostati e salati, soprattutto come snack o aperitivo. Sono però largamente impiegati anche in pasticceria, per preparare gelati, creme spalmabili, bevande, e in cucina, nella produzione di salumi (prima fra tutti la Mortadella), o come condimenti per primi e secondi piatti.

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L'Autore

redattore

Blogger e web editor, laureata in Scienze Gastronomiche a Parma, con Master in Cultura del Cibo e del Vino a Venezia. Appassionata di eno-gastronomia e della cultura che rappresenta questo mondo.